Dopo 7 anni di vita l’Associazione ha cambiato la propria denominazione modificando il termine “bimbi non nati” con il termine “bimbi abortiti” ritenendo giunto il momento di operare tale modifica, che rende maggiormente incisiva e chiara la missione che si è data, ossia quella di avviare, favorire e supportare la causa di riconoscimento del martirio dei bimbi uccisi dall’aborto, e costituirsi “attore” in tale causa.”
Quindi la nuova denominazione sarà: Associazione per la Postulazione della Causa dei bimbi abortiti, Martiri.
Usare un linguaggio chiaro e parole chiare è servizio alla verità. Non usare più la definizione bimbi non nati, ma bimbi abortiti è molto importante specialmente nell’ambito ecclesiale.
Siamo arrivati con la nostra Causa a capire le difficoltà inerenti nell’affrontare questo tema. La prassi del Dicastero delle Cause dei Santi ha attualmente un criterio, cioè quello che non si può aprire una Causa di un bambino non nato, il candidato Servo di Dio deve essere nato.
Allora la prima cosa da chiarire è la definizione di nascita.
Prima del 2019 la definizione giuridica di nascita era quando il bambino si separava completamente dalla madre. C’è stata la sentenza della Corte di Cassazione n. 27539 del 20 giugno 2019 che ha chiarito e definito che la nascita coincide con la rottura del sacco amniotico e quindi il bambino passa dalla vita intrauterina alla vita extrauterina. Oggi questa è la definizione giuridica di nascita. Per quanto riguarda il bambino abortito, nel momento della rottura del sacco amniotico attraverso una delle metodologie abortive che di fatto lo tirano fuori intero o a pezzi, lo fanno passare dalla vita intrauterina a quella extrauterina quindi il bambino abortito nasce.
Può nascere, ed essere vivo o morto, sicuramente con l’aborto viene ucciso.
Quindi è importante usare un linguaggio adeguato. Usare la definizione: bimbo non nato, ha un senso vago e fuorviante che non chiarisce e non permette di conseguire il fine che l’Associazione intende conseguire. È evidente che la scelta delle parole «non è neutrale» e, anzi, mette a rischio la formazione di una retta coscienza. La forma è importante anche per la trasmissione della verità.
Quando parliamo del bambino non nato, in verità, se è vivo si chiama embrione o feto, secondo la fase di sviluppo gestazionale. Se è morto nel grembo materno, verrà alla luce e sarà un nato morto o un bambino abortito naturalmente o volontariamente.
La nostra Associazione si occupa del riconoscimento del martirio dei bambini abortiti volontariamente.
Si sta modificando anche la pagina web attuale che sarà chiusa ed è già aperta la nuova che è www.martiriabortiti.org e si sta lavorando per aggiornarla con le dovute modifiche.
Dr. Giovanni Antonucci
Comitato “ Pro-life insieme “
