La teoria del gender è la follia dell’auto percezione, il caos totale.

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COSA C’È DI PIÙ FOLLE dell’auto percezione?
Di vedere nei Pride ragazzi biologicamente maschi senza ombra di dubbio che affermano, sicuri di ciò che dicono, di avere il ciclo mestruale mensile?
E quello che fa impressione è che ci credono veramente.
Un fatto del genere, prima che i manicomi fossero aboliti con la legge Basaglia, avrebbe avuto bisogno di un ricovero.
Adesso invece si guarda con rispetto a questi personaggi alquanto confusi e magari si battono anche le mani.
Se tale principio valesse per tutto sarebbe un bel problema.
Chiunque si percepisse come qualcosa o qualcuno, con queste teorie, lo potrebbe realizzare.
Oggi ad esempio mi sento un magistrato e quindi voglio entrare in un tribunale per poter cosi svolgere il lavoro per il quale mi percepisco.
Presumo mi prenderebbero per matta se dicessi una scemenza tale.
Invece questi pazzoidi vengono presi sul serio.
E tutto questo come si chiama?
INCLUSIONE.

QUESTA PAROLA è stata completamente strumentalizzata.
Infatti non è più intesa come accoglienza verso chi ha difficoltà oggettive, è diventata la distruzione del confine tra il vero e l’assurdo.
Lo strumento usato per costruire qualsiasi aberrazione.
Non si usano più le desinenze A o O per definire il maschile e il femminile, tutto viene risolto con l’asterisco che significa…fai tu!
L’importante non sembra più formare le persone, gli studenti, ma declinare pronomi.
È inclusione ovunque.
Nelle mense dove il maiale è sparito per non offendere la parte islamica.
E così si continua stravolgendo il nostro mondo per fare spazio all’ospite.

VOGLIAMO PARLARE poi della “carriera alias”?
Dove il nome anagrafico viene sostituito da quello percepito?
Anche le pubblicità televisive e le fiction hanno inserito personaggi omosessuali, non perché il copione lo richiedesse, ma perché il palinsesto lo imponeva per avere così tanto pubblico.
Persino le belle fiabe antiche non sono state risparmiate da questa pazzia di massa.
Il principe della bella addormentata è stato giudicato “stolker” in quanto la fanciulla non avrebbe dato il permesso al bacio giudicato quindi violenza.
E così tanti personaggi fantastici cambiati per restare politicamente corretti.
Le identità sessuali sembrano moltiplicarsi mentre l’eterosessualità pare mosca bianca ribattezzata “cisgender” , banalizzando così la normalità attraverso un neologismo.

ANCHE LO SPORT ha subito il proprio danno biologico da questa folle inclusione.
Atleti biologicamente maschi, quindi con forza muscolare e potenza maschile, si sono percepiti donne “rubando” così 890 medaglie alle atlete, peraltro, tra il silenzio assordante delle femministe.
Tutto certificato dalla relatrice speciale ONU: più di 890 medaglie sottratte a oltre 600 atlete in 29 discipline.

L’inclusione poi raggiunge la sua massima espressione nell’immigrazione selvaggia la quale, se non controllata, produce odio, furti, violenza sessuale.
Abbiamo visto il welfare al collasso per garantire la
pensione a stranieri i quali mai hanno versato un soldo di contributi.

Ma questo non si può dire, pena: sei un razzista.

SI GIUDICA TUTTO attraverso la teoria manipolatoria dove la manipolazione appunto la fa da padrona.
Il desiderio diventa un diritto, un figlio diventa un diritto e anche la sua negazione diventa un diritto.
E così si legalizza l’utero in affitto e la compravendita di bambini, si ritiene normalissimo uccidere un figlio nel grembo.
E in tale delirio collettivo si diventa accondiscendenti per timore di essere stigmatizzati.
Lo sanno tutti che i maschi non hanno il ciclo, che i confini vanno difesi, che la meritocrazia è civiltà.
Cosa ha prodotto questa inclusione selvaggia?
L’aver chiuso le bocche e lavato i cervelli.
Chiunque dissenta viene eliminato.
Chi ha il coraggio di dire NO è tacciato come razzista, omofobo, sessista, oscurantista.
A me tutto questo non appare come inclusione ma solo sottomissione verso chi ha in mente solo una cosa: distruggere.

Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it