Femminismo, patriarcato, lotta…la bellezza della concordia

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Egregio Direttore,
Ogni volta che leggo di uomini che si genuflettono al dogma del femminismo mi viene da sorridere e, mi scuso, di provare un po’ di compassione. Il fatto che l’apologia parta poi da una persona di cultura, come sembra essere l’autore dell’intervento qui pubblicato, mi sorprende anche.
L’ammissione che il femminismo sia una “lotta contro i sistemi” già dimostra che si parte da un assunto perdente. L’alleanza per la lotta ha un triste sentore di guerra, di vincitori e vinti, di questi tempi un’evocazione di questo genere può solo far rabbrividire.
Leggo inoltre la parola chiave “ patriarcato” e mi chiedo se in Italia se ne possa ancora lamentare l’esistenza: stando ad autorevoli pareri ( Prof. Ricolfi per esempio https://youtube.com/shorts/VliQojEJLKU?si=nwas8UnEom4l0yc0) mancando la figura del padre-patriarca, si sarebbe estinto anche il patriarcato, almeno per quanto riguarda la popolazione italiana ; se invece si vuole alludere alla componente islamica concordo sulla violenza di tale “stile” familiare.
La soluzione sta in un’alleanza, certo, ma non per lottare, bensì per riconoscere la bellezza della diversità e la complementarietà maschile e femminile.
Aggressività sguaiata e prevaricazioni violente, tipiche del femminismo, talvolta insensate, non porteranno mai ad una soluzione costruttiva, necessaria per superare l’impasse nella quale stiamo affondando.
Femminismo e patriarcato sono ormai da considerarsi preistorici, servono invece femminilità nella donna e recupero di un ruolo accogliente nell’uomo.
La “ rivoluzione” parte dalla famiglia naturale.
Non oserei mai suggerire un testo da leggere anche se, da docente di Latino e Greco, forse avrei dei titoli utili per riscoprire la cultura della concordia.

Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente Comitato “ Pro-life insieme”
www.prolifeinsieme.it