Convegno sul tema “Chi vuol cancellare la donna? La complementarietà Uomo Donna”.
Il tema della contrazione delle nascite assurge giorno dopo giorno a sempre più stringente attualità. Gli indici di natalità attestano trend di costante decrescita. Occorre così convergere su un’inversione di tendenza che dall’attuale inverno demografico faccia rifiorire la vita a una primavera demografica. Ciò che è possibile con la custodia e l’attuazione del principio di complementarietà tra uomo e donna.
Che sottende vari profili di riflessione, suggeriti nel convegno Chi vuol cancellare la donna? La complementarietà Uomo Donna, tenutosi il 28 marzo al Parco Paolo Borsellino di Gravina di Catania. Moderatrice la Dott.sa Valentina La Ferrara, ha vistoinsigni relatori a indicarne le diverse prospettive.
Tutte riconducibili sotto l’egida della Lett. Enciclica Mulieris Dignitatem di San Giovanni Paolo II.
Muovendo dal tema Donna, quanto sei bella. Femminilità e bellezza della vita consacrata sui passi di Maria, Don Salvo Bucolo, direttore dell’Uff. Pastorale della Famiglia dell’arcidiocesi di Catania, ha ricordato che l’affettività e la corporeità assurgono a valore peculiare nel mistero profondo della vita spirituale, attraverso la guida della Parola di Dio e della Vergine Maria. Se non tutti coltivano la medesima visione della identità della donna, noi ci rifacciamo a quella proposta dalla Sacra Scrittura. Attraverso tre fasi: la donnain quanto donna, la donna in quanto sposa; la donna in quanto madre. Comuni a ogni donna, pur se non madre biologica; immagine di Maria, che perciò il mondo contesta.
La Dott.ssa Jlenia Caccetta, medico specialista in Ginecologia ed Ostetricia, ha trattato il tema Update sulla riproduzione umana. La fecondità di sentirsi generati alla vita. In tale ottica ha illustrato le prospettive offerte dai progressi maturati nel campo della medicina rigenerativa dell’infertilità umana. Con conseguenze, sia sotto il profilo strettamente medico e sanitario, che culturale ed antropologico. Affrontate in una disamina della progressiva diversione semantica che si è indotta e man mano consolidata,preludio dell’esito finale di fare passare la gravidanza come una malattia. Incentivando il ricorso a metodi asseriti anticoncezionali,ma in realtà abortivi, come la pillola dei 5 giorni dopo. Quando invece dalla scienza si dimostra inconfutabilmente come la vita insorga sin dal concepimento. Di qui promuovere una nuova cultura di rapporti uomo-donna volta a valorizzare le rispettive identità.
Come mirabilmente raffigurato nel celebre dipinto di Van Gogh I primi passi, al quale potersi ispirare.
Altra diversione semantica in costante progressiva maturazione, traslando dall’accezione originaria di generazione a quella di riproduzione e infine a quella di mera produzione, il leit motiv della dissertazione della Prof. sa Giulia Bovassi, ricercatrice associata alla Cattedra Unesco di Roma in Bioetica e Diritti Umani e Consulente esperto in Bioetica e Affari Sociali della Camera dei Deputati, sul tema Dalla generazione alla produzione: perchè la maternità surrogata tradisce la femminilità. In relazione alla quale occorre riflettere intorno alla crisi della maternità, collocandosi proprio nella prospettiva emblematica suggerita dal quesito affrontato nel convegno: Chi vuol cancellare la donna? Per cui, maternità surrogata e ectogenesi si collocano in una direzione votata a un approdo totalmente disgiunto dal corpo femminile: l’utero artificiale. Con tutte le implicazioni etiche e antropologiche. Costituendo il portato di correnti culturali di cui la relatrice offre ampia, se pur sintetica, rivisitazione.
Tutte segnate dall’inganno di controllare la fertilità familiare,attraverso un avulso controllo del corpo.
Per cui la donna intesa come grembo, luogo dell’empatia e di custodia delle prime esperienze vitali, viene ridimensionata ad utero, quale mero contenitore, alieno del tutto da ogni legame di genitorialità.
Va così recuperato il principio generativo quale ineffabile ponte di contatto, tra mondo immanente e mondo trascendente, nel senso della maternità indicato da San Giovanni Paolo II nell’enciclica citata.
Il valore antropologico della donna oggi, l’aspetto affrontato nella prolusione del Prof. Aldo Rocco Vitale, docente di Filosofia del Diritto all’Università Europea di Roma. Il quale ravvisa la questione essenziale che si staglia dai rapporti uomo-donna, in una persistente asimmetria antropologica; che può essere risolta soltanto riconducendo la tutela della donna stessa, entro la sfera del Diritto Naturale.
Sanando i tre vulnera che inducono alla frammentazione dell’essere umano e ne modellano i rapporti: tecnicismo; per cui tutto ciò che è possibile tecnicamente, si intende di per sé lecito e legittimo; economicità, per cui ogni aspetto della vita umana è ricondotto soltanto al suo valore economico; utilitarismo, per cui rileva non ciò che sia corretto, ma quanto sia utile, e in particolare per sé stessi. In tal ottica si pongono maternità surrogata e ectogenesi, svuotando il senso ancestrale della maternità.
Se l’Occidente ha cessato di essere quel che è, quando ha cessato di pensare, va recuperato il valore intrinseco del bene comune, che deve superare e trascendere il bene individuale e il bene collettivo.
E a esso informare quel rapporto di complementarità tra uomo e donna dettato da Dio Padre in Genesi.
I correttivi normativi, la cui attuazione sistematica potrebbe ovviare al calo delle nascite in atto verso una primavera demografica, oggetto dell’intervento finale della Prof. sa Tiziana Drago, già senatrice. Volti a portare le risorse destinate dal bilancio dello Stato a politiche familiari, oltre la soglia dell’1%; a introdurre il congedo parentale alla scelta facoltativa dei genitori;a modificare il sistema scolastico, anticipando l’età d’ingresso nel mondo del lavoro e di primo accesso alla procreazione, rispetto aora.
Da tali ed altre sintoniche iniziative deve muovere l’impegno politico comune, a tutela delle famiglie.
Come negli intenti si auspica che il convegno possa concorrere a formare delle nuove consapevolezze.
Ritornando all’archetipo di rapporti complementari uomo-donna proprio come nella tela di Van Gogh.
Avv. Giuseppe Longo
Comitato Prolife insieme
