Modena, pregare davanti alla clinica per sconfiggere l’aborto. Testimonianza

Preghiera giovaniA Modena, davanti al Policlinico. Testimonianza di Luca Rampone:

condivido quanto accaduto poco fa davanti al policlinico. Erano circa le 15:40: io, Giorgia, Victoria e Costantino eravamo in procinto di concludere la decina del rosario quando *si avvicinano a noi due giovanissime ragazze di 15 anni* e ci chiedono, con leggero timore, se potevano farci una domanda. Cerchiamo di metterle a loro agio e ci esprimono il loro punto di vista rispetto all’aborto, sottolineando che non si può rovinare la vita di una donna che viene stuprata e che poi non vuole tenere il bambino, o quella di una ragazza di 14 anni che rimane incinta, a cui non è giusto “rubare” l’adolescenza, e in una tale circostanza è giusto interrompere la gravidanza. Ci chiedono il nostro punto di vista in queste situazioni estreme.
Victoria è molto brava nello spiegare alle ragazze *il miracolo della fecondazione* e di come, all’incontro dello spermatozoo con l’ovulo, nasce la vita: un individuo con un DNA unico e irripetibile che, seppure in una fase primordiale, è un essere umano. Costantino è anche lui molto bravo nello spiegare gli effetti terribili di uno stupro e quali cicatrici porti indelebilmente nella vita di una donna, ma anche quelli altrettanto negativi del porre fine alla gravidanza sopprimendo un bambino. Inoltre, spiega come la nostra società spesso tenda a nascondere i mezzi per fare scelte diverse.
*L’espressione sul viso delle due giovani appare pensierosa e sbalordita, come quella di chi ascolta per la prima volta qualcosa di nuovo.* Vista la titubanza delle ragazze e i loro dubbi espressi nel mettere al mondo un bambino che rischia di morire di fame, Giorgia porta con saggezza l’esperienza che si prova quando si diventa madri e tutte le domande che ogni genitore si pone, anche su come comportarsi se il feto avesse una malformazione. Ricorda inoltre come nessuno ammazzerebbe un bambino innocente dopo che è nato e, a maggior ragione, durante la gravidanza. Aggiunge poi che c’è sempre la Provvidenza, che non abbandona mai nessuno, e che in Italia non si è mai sentito parlare di bambini morti di fame.
*La discussione prosegue e comprendiamo che il loro pensiero nasce da un concetto errato della vita.* Una delle due ragazze ci racconta di come a scuola le abbiano spiegato (parliamo di medici del policlinico) come prendere la pillola del giorno dopo o come abortire se a quell’età si commette un “errore”, come se fosse la cosa più normale del mondo.
Notiamo e ci rendiamo conto di quanto sia *importante avere alle spalle dei bravi e santi genitori* che siano in grado di guidare i propri figli. Come possono questi ragazzi comprendere alcuni concetti se anche coloro che li educano li indirizzano verso questa cultura?
Prima di andare via, le ragazze ci chiedono se facciamo parte di un’associazione e come funziona questa campagna. Costantino e Victoria provengono dall’associazione Alleanza Cattolica, ma spieghiamo che nella campagna dei 40 Giorni per la Vita chiunque può andare lì come volontario e pregare.
*Le ragazze, brave e davvero coraggiose, ci salutano e poi vanno via con il volto di chi non ha cambiato idea, ma con un grande dubbio su un tema che consideravano troppo banale.*
Concludo ricordando un passo della Scrittura che credo dobbiamo fare nostro, e da cui dobbiamo trarne coraggio:
Matteo 5,14-16: _“Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.”

Luca Rampone

Comitato Pro-life insieme

http://www.prolifeinsieme.it