Egregio Direttore,
Chiedo di poter replicare all’articolo https://www.buongiornosuedtirol.it/2026/03/21/dopo-laggressione-a-bolzano-la-comunita-lgbtqia-rilancia-diritti-non-concessioni/
DOPO L’ EPISODIO DI OMOFOBIA, denunciato nei giorni scorsi in p.zza Domenicani, si torna a parlare di diritto alla sicurezza delle persone Lgbtqia+ (acronimo di difficile comprensione).
Si chiede dunque una regolamentazione che tuteli le persone con orientamento sessuale non binario.
Esiste davvero un vuoto normativo per quel che riguarda la tutela delle persone omosessuali e transessuali? È vero che le leggi in materia sono inesistenti?
Non credo ci sia nessun vuoto.
È IMPORTANTE CHE TUTTE LE PERSONE vengano tutelate contro atti di violenza, di discriminazione, di offesa, di minaccia, di violenza privata, di atti di persecuzione, di maltrattamenti.
Il codice penale, all’art. 61, prevede la condanna di atti di violenza, aggravati se commessi per discriminazione, dovuta all’orientamento sessuale (motivi abietti).
E questa aggravante è già stata utilizzata dal Tribunale di Napoli con la sentenza dell’11 dicembre 2014 n. 17483 che condannò a dieci anni di reclusione i tre aggressori di un ragazzo omosessuale, applicando proprio la citata aggravante, ossia l’orientamento sessuale della vittima.
Dunque perché si dovrebbero creare nuove norme?
PER SCONVOLGERE e rovesciare l’ordine etico della società.
Quale sarebbe l’obiettivo di un intervento normativo in materia?
Il matrimonio omosessuale, l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, nonché tentare di promuovere la terribile tecnica della fecondazione artificiale eterologa.
Per punire dunque eventuali violenze non serve una nuova legge.
Il vero obiettivo è in realtà culturale. Si vuole introdurre una rivoluzione antropologica passando per l’ideologia di genere.
Infatti se la questione violenza riguardasse solo bullismo, intolleranza, discriminazione nei confronti di persone omosessuali, il problema non si porrebbe. Basterebbe porre un’aggravante per tutti i reati legati all’ odio e alla discriminazione che valga proprio per tutti, omosessuali compresi.
Sono tantissime le persone vittime di violenza, bullismo, discriminazione in tutte le categorie: donne, disabili, obesi, anziani ecc.
Con il riconoscimento di una legge contro l’omofobia in realtà si mira a ben altro, si vuole introdurre il “reato specifico dell’omofobia” e il testo di legge dovrebbe includere il concetto di identità che ha come obiettivo la negazione delle differenze sessuali.
Questo è il focus della rivoluzione antropologica in atto.
Negare le caratteristiche dell’umanità cioè formata da maschi e femmine la cui unione feconda consente la riproduzione della specie.
UNA LEGGE TUTT’ALTRO CHE INNOCUA in quanto introducendo l’identità di genere nel quadro normativo si vedrebbe implicato molto di più che la sola condanna di atteggiamenti discriminatori e violenti contro gli omosessuali.
Qui c’è in gioco la libertà di espressione.
Nessuno potrà più criticare ad esempio le coppie omo che ricorrono alla fecondazione assistita.
Nessuno potrà più esprimere le proprie idee per quello che riguarda la sessualità, nessuno potrà più rapportarsi alla propria morale.
Il rischio del bavaglio diventa reale, basti guardare cosa accade nei paesi dove leggi di questo tipo sono in vigore.
Non si potrà più dire che un bambino per crescere sano ha bisogno della mamma e del papà, ad esempio.
Ogni obiezione verrebbe tacciata come omofoba.
È IN ATTO UNA PROFONDA RIVOLUZIONE antropologica che vuole trasformare gli esseri umani. E il politicamente corretto ne è complice.
Non possiamo permettere che questa folle corrente di pensiero ci distrugga.
Dobbiamo fare sì, con tutte le armi che abbiamo, che il buon senso prevalga.
“La cultura non sostenuta dal buon senso è raddoppiata follia”.
(Baltasar Gracián)
Angela D’Alessandro. Bolzano
Comitato “Prolife insieme”
www.prolifeinsieme.it
