RU486 tramite telemedicina?Eventi avversi nascosti: dott. Viviani

Egregio Direttore,
Chiedo di poter replicare all’articolo https://www.ekhbary.com/news/laborto-farmacologico-tramite-telemedicina-%C3%A8-sicuro-quanto-lassistenza-di-persona-rivela-uno-studio-340-8.html
L’aborto farmacologico tramite telemedicina è sicuro quanto l’assistenza di persona
Pubblicato su: ekhbary.com
Un recente studio documenta risultati sovrapponibili ottenuti con aborto
farmacologico di persona e a distanza (telemedicina). Ma gli eventi avversi della
pillola abortiva sono superiori all’aborto chirurgico.
L’articolo commenta uno studio della dott.ssa Ushma Upadhyay pubblicato nel
febbraio 2024 sulla rivista scientifica Nature Medicine (Effectiveness and safety of
telehealth medication abortion in the USA).
Lo studio ha analizzato circa 6000 aborti farmacologici a distanza (telemedicina)
condotti tra aprile 2021 e gennaio 2022.
Sono stati evidenziati eventi avversi (eccessivo sanguinamento, infezioni) nello 0,25%
delle pazienti; nel 2,5% dei casi non si è interrotta la gravidanza.
Secondo gli autori questi tassi di complicanze sono sovrapponibili a quelli dell’aborto
farmacologico con accesso medico, dimostrando così l’efficacia dell’approccio a
distanza.
Quello che l’articolo non dice, e che è documentato da lungo tempo (Greene M,
N Eng J Med, 2005), poi confermato da altri studi, è che le complicanze dell’aborto
farmacologico sono più frequenti rispetto all’aborto chirurgico, e questo vale per
tutti gli eventi avversi considerati (emorragia, aborto incompleto, necessità di
ricovero ospedaliero d’urgenza). In particolare la mortalità per aborto farmacologico
è superiore di 10 volte all’aborto chirurgico (1/100.000 rispetto a 0,1/100.000)
(Greene M, N Eng J Med, 2005); l’FDA fino al 31/12/2018 ha contato 28 donne
decedute con RU 486, più altri 18 decessi registrati in altri paesi.
Nel 2025 è stato pubblicato sulla rivista Ethics and public policy center uno studio
condotto su ben 865.727 aborti farmacologici registrati dal 2017 al 2023, che ha
documentato, nei 45 giorni successivi all’assunzione di Mifepristone, la presenza di
effetti avversi, definiti severi, nel 10,93% delle donne, tra cui infezioni (1,34%), sepsi
(0,10%), emorragie (3,31%); 1257 donne (0,15%) hanno necessitato di trasfusioni; il
4,66% delle donne si è recato in Pronto Soccorso, lo 0,66% ha avuto un ricovero
ospedaliero; 24.563 donne (2,84%) sono state sottoposte a revisione chirurgica per
aborto incompleto.
La conclusione degli autori è che, nel mondo reale, il tasso di complicanze per aborto
farmacologico è nettamente superiore (in questo studio di ben 22 volte) allo 0,5%
segnalato in altri lavori scientifici.
Tutto questo dovrebbe spingere ad una maggior prudenza verso l’aborto
farmacologico

Dott. Giovanni Viviani. Medico chirurgo
Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it