Aborto, stigma, obiezione di coscienza: mai una parola sul dolore della donna

https://www.ilmonito.it/a-mugnano-si-parla-di-diritti-e-autodeterminazione-presentato-il-libro-della-deputata-gilda-sportiello-sullivg/
Egregio direttore,
Mi consenta di replicare all’articolo sulla presentazione del libro della deputata Sportiello in merito alla  interruzione volontaria di gravidanza.
Leggo che ancora oggi ci sarebbe uno stigma nei confronti di chi ha abortito ma, da persona impegnata nel campo Prolife ormai da trent’anni, voglio smentire questa affermazione e rassicurare tutte le femministe: le donne sono totalmente libere di eliminare il proprio figlio senza alcun problema, lo documentano sia il numero altissimo di aborti del nostro Paese, sia la frequenza delle recidive.
Proprio la presenza al convegno, poi, della rappresentante del gruppo “ Ho abortito e sto benissimo “, con il numero impressionante dei suoi followers, basterebbe da sola a documentare la facilità di accesso alla IVG, tanto è vero che nessuna donna ha mai potuto lamentare di essersi vista negare il suo cosiddetto “ diritto”.
In merito all’obiezione di coscienza e all’ “80% di medici” che vi aderisce, ricordo che sono garantiti dalla Costituzione; però forse una domanda andrebbe posta a chi invece continua imperterrito a praticare gli aborti: ormai la scienza è unanime a livello mondiale nel riconoscere che la vita umana inizia dal concepimento e che a 18 giorni il cuore batte, come mai ancora c’è chi si presta a sopprimerla?
Sarebbe ora che si aprisse un vero dibattito sulla legge 194, sui costi di applicazione (7.300.000.000 di euro dal 1978), sul numero totale di bimbi abortiti (7.000.000), sul dolore delle donne che si ritrovano da sole, dopo. Ecco, il “ dopo”, che non interessa alla Sportiello e a chi organizza eventi del genere, mentre sta a cuore a noi del Comitato “ Pro-life insieme”, che ogni giorno cerchiamo di ribaltare la cultura dominante, presentando la verità dell’aborto procurato, proponendo una visione della maternità come privilegio della donna, offrendo la prospettiva della bellezza della vita concepita e del ruolo accogliente e di supporto del padre. La figura maschile risulta totalmente ignorata nel convegno, stando al resoconto, a riprova di quanto ancora ci sia da fare in merito al vero sostegno della donna.
A quando un dibattito vero, che privilegi il valore della famiglia, superando la visione ideologizzata che risale ormai a mezzo secolo fa?

Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it

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