Aborto “sicuro” e celebrazioni…ma non esiste la giornata della vita nascente.

https://www.aduc.it/articolo/aborto+mie+brame+come+istituzioni+boicottano_36658.php

COME PUÒ ESISTERE una giornata in cui si celebra l’aborto sicuro e non esista una giornata in cui si celebra la vita nascente?
A cosa si deve rendere omaggio quando si mette volontariamente fine ad una vita?
A quale macabra ricorrenza poniamo l’attenzione?
Come può renderci orgogliosi l’idea che un bambino muoia per mano dei suoi genitori?

PERCHÉ LA REALTÀ non si cambia: l’aborto volontario uccide un bambino in evoluzione e il fatto che sia un essere umano in formazione non può NON essere considerato vita.
Ormai è dimostrato che quella è una creatura e non un insieme di cellule senza vita.
Lo dice la scienza ed è tutto dimostrabile dagli strumenti che i ginecologi usano per valutare le condizioni del bambino in utero già nel primo trimestre periodo in cui è legittimo l’aborto volontario.

I PRIMI TRE MESI sono molto importanti perché pongono le basi su cui si svilupperà la vita.

“La gravidanza settimana per settimana: primo trimestre – Fondo FASDA”
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E la vita in questo periodo cresce molto rapidamente.
L’interruzione volontaria di gravidanza è legittima entro la dodicesima settimana, periodo in cui il bambino
è lungo circa 12 cm e pesa tra i 15 e i 65 grammi.
Il volto è ben definito con occhi, naso e orecchie formati.
Dita di mani e piedi sono separate.
Il bambino inizia a muoversi, sbadigliare e a succhiare il pollice.
Il cuore batte e gli organi principali sono formati.

CON CHE CORAGGIO, preso atto di ciò, si può ancora dire che l’aborto non è omicidio?
Con che coraggio si vuole obbligare medici ad uccidere? Medici che sanno benissimo cosa andrebbero a fare e per questo vi si oppongono.
C’è la proposta, da parte di qualcuno, persino di togliere la “settimana” lasciata alla mamma per riflettere bene su cosa sta facendo.
Al fine di banalizzare sempre più questa pratica aberrante.
In nome di quale libertà si sopprimono le vite?
Come si può giustificare la cancellazione di intere generazioni?
Una società equilibrata e sana deve invece difendere la vita nascente e assicurare aiuto alle mamme in difficoltà.

LO SVILUPPO DI UNA SOCIETÀ non dipende solo dall’ economia ma si misura con il rispetto dei diritti di tutti, anche di quelli del nascituro che è la parte più fragile ed indifesa.
In questo periodo storico in cui il rischio di guerra mondiale è tutt’altro che remoto, un po’ ovunque si prega, si
manifesta, ci si riunisce per chiedere la pace.
Perché la pace è necessaria per porre fine a tantissime morti e distruzioni inique che scandalizzano e fanno soffrire.
L’aborto miete ogni giorno più vittime delle guerre.
Perché di questo non ci si scandalizza?
Perché l’uccisione di un bambino non ci fa soffrire?
Siamo davvero incongruenti:
aneliamo alla difesa della vita ma diciamo SEMPRE SI ALLA CULTURA DELLA MORTE.

Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it