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L’OMOSESSUALITÀ è la preferenza sessuale predominante e persistente per persone dello stesso sesso
L’omosessualità non è determinata dal comportamento omosessuale ma riguarda una preferenza, una tendenza: non è uno stato, una condizione, una identità.
L’idea che essere omosessuali sia il risultato inevitabile di un determinismo genetico o biologico innato, predeterminato e immutabile, è una ipotesi presentata
come dato scientifico da molta divulgazione mass-mediatica.
Allo stato attuale delle conoscenze non esiste nessuna prova scientifica che dimostri come vera questa ipotesi.
Tale mancanza di evidenza è stata ulteriormente confermata dagli studi sui gemelli
monovulari o identici.
Non esistendo una natura omosessuale, non esiste una omosessualità latente. Si può invece correttamente affermare che le persone con tendenze omosessuali hanno una eterosessualità latente, che per qualche motivo è impedita o ostacolata.
L’OMOSESSUALITÀ HA LE SUE RADICI IN UNA QUESTIONE DI IDENTITÀ DI GENERE.
La parola omosessualità indica una tendenza o inclinazione sessuale, il termine gay indica una identità socio-politica. Intatti non tutte le persone con inclinazione omosessuale si identificano nello
stile-di-vita-gay.
IL TERMINE OMOSESSUALE NON È SINONIMO DI GAY.
Testimonianze:
1) “Il pensiero dominante ci insegna che si è felici scegliendo quel che si vuole. (…) E successo che invece della felicità sono caduto in una depressione ancora più forte. In una vita fatta di promiscuità e follie. Solo dopo otto anni mi resi conto che non avevo fatto altro che peggiorare le cose. Non
ero diventato una donna. E la depressione mi annientava. Ma sentivo che ormai era troppo tardi per tutto. (…) Dovevo capire da dove veniva la mia pena. Dovevo sapere quale era la verità. E così mi venne in mente che l’unico che poteva conoscere il mio dolore e la mia verità era Colui che mi aveva creato. Perciò feci la cosa più semplice di questo mondo: andai in chiesa a cercarlo. A cercare Dio. E lì trovai uno che mi aiutò per davvero. Un prete. Gli chiesi se avrebbe provato a cambiarmi e lui, sorridendo, mi rispose: «Il mio mestiere è volerti bene, a cambiarti ci penserà Dio». (…) È così, sembrava che Gesù fosse
proprio lì, in quella chiesa, in quel prete, ad aspettarmi. Cominciai la terapia psicologica e incontrai la donna che ora è mia moglie. Oggi sono un padre, un marito e un uomo nuovo. Ma sono anche la prova che Dio è vivo. E che i suoi più grandi miracoli sono le ricostruzioni di vite distrutte come la mia. Dio ha il potere di costruire opere usando
macerie.
(Walt Heye, ex trans)
2) “Finalmente ho ritrovato il bandolo della matassa della mia vita. E se sei contento di una cosa la dici a tutti. (…) L’Aids è stato un momento di svolta. Faccia a faccia con la morte, ho fatto dei bilanci e mi sono accorto che affogare la vita nel sesso, nelle feste, nei rapporti occasionali non era la via per la mia realizzazione. Per anni ho cercato il Principe Azzurro, ma passando di letto in letto, ho preso atto che né io né gli altri attorno a me eravamo in grado di costruire relazioni autentiche e stabili… Ho cercato altrove, e ho trovato aiuto nella psicologia, grazie alla teoria riparativa di Joseph Nicolosi. E poi in Dio, grazie all’approfondimento della conoscenza della Madonna dopo che a Medjugorje ho vissuto un’esperienza che non esito a definire straordinaria… e mi sono riappropriato della mia
identità di genere”.
(Luca Di Tolve)
( estratto dalla mostra di Fidesvita: Uomo-donna: nella comune dignità, la bellezza della differenza LA PERSONA E L’IDENTITÀ SESSUATA )
