I rintocchi serali della Campana per la Vita pure alla Chiesa di Cristo Re a Catania: Intervista a don Roberto Catalano
L’impegno della riflessione culturale per una fede più matura e consapevole e dell’esercizio di una prossimità solidale nei confronti dei fratelli più deboli, attraverso cui si coniuga la sequela delSignore, sono da sempre espressione comunitaria della Parrocchia di Cristo Re in Catania. Sensibilità manifestata con recente raccolta di fondi per le comunità colpite dal ciclone e per quella di Niscemi, dalle frane; e con l’emissione dei rintocchi serali della campana della vita, che invita alla memoria e alla preghiera per i bimbi non nati, poichè abortiti. Iniziativa inaugurata da Mons.Suetta Vescovo di Sanremo e seguita in varie diocesi. Sul senso di tale adesione e in genere sulla tutela della vita ci siamo soffermati con don Roberto Rosario Catalano, da 5 anni alla guida della parrocchia, incaricato diocesano dell’Ufficio per la promozione e sostegno economico per la Chiesa Cattolica e anche Canonico del Capitolo della Basilica Collegiata di Maria Santissima dell’Elemosina di Catania.
Don Roberto, come si è giunti alla determinazione di far scandire i rintocchi della campana per la vita e quali sono state le reazioni della comunità parrocchiale rispetto all’adozione di questa iniziativa?
Nasce da esperienze personali, tra cui in particolare una vissuta alcuni anni orsono e cioè la visita di una giovane coppia che chiedeva consigli su un quarto figlio in arrivo e propensa a una scelta abortiva. La mia risposta dura e determinata ebbe l’effetto di suscitare nei genitori una riflessione più profonda e responsabile, che li portò ad accettare la nuova gravidanza. Al bimbo nato fu poi dato il nome di Roberto, in segno di riconoscenza per la mia “risolutiva” determinazione. La comunità parrocchiale ha riservato all’iniziativa una buona risposta ed è stata invitata anche a recitare una breve preghiera durante i rintocchi della campana.
La proposta condivisa da varie parrocchie concorre a destare i credenti da un certo torpore sull’aborto. Quale il sentore diffuso tra i fedeli di Cristo Re sui temi dell’aborto e in genere della difesa della vita?
In parrocchia si rileva un sentore molto diffuso, e comunque prevalente, di difesa della vita in quanto valore non negoziabile; e quindi di rifiuto totale all’aborto, soprattutto tra le giovani coppie.In casi sparuti però persiste ancora l’errore fondamentale di assimilare l’aborto a una tecnica contraccettiva. Sorprende che si registra soprattutto presso fedeli di età avanzata. Ciò sottende la necessità di un approfondimento culturale, oltre che etico.
La rinuncia alla legge 194 e all’aborto in sé, presuppone una presa di coscienza e consapevolezza. Quali passi possono suggerirsi per una vera maturazione sul piano culturale e ancor prima teologico?
Anche con riferimento alla situazione attuale, ritengo che occorra innanzitutto insistere sul valore assoluto della vita, in quanto donata da Dio. In tal senso si coniuga al contempo la duplice natura di dono per l’umanità, ma anche di dono all’umanità. Ove si riuscisse a far maturare e a consolidare tale principio di diritto naturale, il rifiuto dell’aborto e di conseguenza della legge 194 verrebbe da se.
Sempre più parrocchie stanno adottando l’iniziativa della campana della vita, avviando un percorso. In che modo l’esempio dato anche da questa comunità può suggerire l’adesione di altre parrocchie?
Spendendosi di più, ancora di più, per far maturare il senso della vita nella sua accezione più bella e al contempo per far comprendere che la parrocchia non costituisce soltanto un soggetto dispensatore di sacramenti, ma anche una realtà custode di valori e una comunità di prossimità a tutela della vita. “Io lo sto facendo, perché nel Vangelo Gesù mi dice di fare così. Fallo anche tu.”
Ringraziamo così don Roberto e col nostro plauso gli assicuriamo il sostegno della nostra preghiera.
Avv. Giuseppe Longo Comitato Pro-life insieme
