Egregio direttore,
Scrivo in qualità di esponente di una realtà nazionale Prolife che ha l’obiettivo di valorizzare la bellezza della vita dell’essere umano, puntando sul rispetto che si deve ai ragazzi e ai giovani nel loro percorso di crescita, con la proposta anche di verifica delle iniziative del ministero in merito a nuovi percorsi educativi.
Scrivo anche da ex docente di latino e greco: per molti anni ho insegnato quanto sia importante acquisire capacità critica per capire i meccanismi e le linee di pensiero della nostra società, in modo tale da essere capaci di vivere da cittadini attivi. Per far ciò, e lo dice la mia esperienza pluriennale,servono discipline come la letteratura, lo studio della lingua, le materie scientifiche, in breve tutto ciò che contribuisce allo sviluppo dell’intelletto. Pensare è il dono più grande che abbiamo ricevuto, su questo ruota l’attività didattica dei docenti, che hanno studiato e si sono preparati per anni per offrire la propria competenza professionale agli studenti. Mi lascia quindi molto perplessa il fatto che si possa chiedere a dei giovani, che cosa desiderino studiare.
Perché la scuola ovviamente fa proposte didattiche che chiedono poi un riscontro e prevedono quindi l’impegno da parte dei soggetti principali dell’istituzione, gli studenti.
Se è vero che l’introduzione della educazione civica ha portato una ventata di novità, e anche vero che la gestione di una materia così rivoluzionaria prevede nuovi approfondimenti per i docenti, che mai rinunciano ad aggiornarsi per il bene dei loro ragazzi.
Ma, mi preme dirlo, tutte le discipline concorrono alla formazione della persona, in misura diversa ovviamente, e necessitano di uno spessore culturale che non può certamente essere ridotto “on demand”, partendo da quello che in questo articolo viene definito “mutamento antropologico”. Come se fossimo di fronte a dei nuovi esseri viventi…
La mente umana ha bisogno del “nutrimento” come il corpo, ma soprattutto ha bisogno di essere “attiva” per poter arricchirsi, non semplice fruitrice di contenuti come accade davanti a uno schermo.
Che qualcuno pensi alla scuola come una passerella per il futuro, credendo che l’aggiornamento dei contenuti disciplinari sia da intendersi come il bombardamento di notizie desumibili anche dal web, rivela che non è forse ben chiara la enorme potenzialità del cervello umano, se ben sollecitato. Mai si legge dell’importanza della letteratura, dell’importanza delle “regole linguistiche“ che contribuiscono alla crescita interiore, dell’importanza di conoscere il pensiero filosofico e i teoremi di matematica. Faticosi? Faticosissimi! E questo è il vero problema: il dover dedicare il tempo a se stessi, come se il cervello umano si fosse modificato al punto tale da non aver più bisogno delle ore trascorse seduti davanti ai libri. Ebbene, questa mutazione genetica ancora non è avvenuta…
Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
