Giarre, Catania: don Antonio Pennisi sulle orme di Mons. Suetta

I rintocchi serali della Campana per la Vita anche alla Parrocchia Gesù Lavoratore di Giarre

Don Antonio PennisiLa Parrocchia Gesù Lavoratore di Giarre si è da sempre distinta per la particolare vocazione in favore della vita, soprattutto per i più deboli: i nascituri. Assurta alla notorietà, per il ritrovamento nella culla per la vita, al fine predisposta, di neonati che hanno potuto vivere e crescere grazie a cure amorevoli. Ciò in sinergia con il locale Centro di Aiuto alla Vita, che in questi decenni ha supportato la nascita e la crescita di circa 250 bimbi, con un sostegno non solo materiale, ma pure e soprattutto psicologico.

Non può quindi destare sorpresa ladesione della parrocchia Gesù Lavoratore all’iniziativa assunta dal Vescovo di Sanremo Mons. Suetta e seguita in varie diocesi, dell’emissione dei rintocchi serali della campana della vita, che invita alla memoria e alla preghiera per i bimbi non nati, perchèabortiti. Su tale adesione e in generale sulla tutela della vita, ci siamo intrattenuti con don Antonio Pennisi, da 10 anni alla guida di questa comunità; assistente dell’AIMC Associazione Insegnanti e Maestri Cattolici nonché docente invitato di Teologia Pastorale all’Istituto Teologico San Paolo di Catania.

Don Antonio, comè maturata la determinazione di far scandire i rintocchi della campana per la vita e quali sono state le reazioni della comunità parrocchiale rispetto all’adozione di questa iniziativa?

Ho fatto mia l’iniziativa del Vescovo Suetta per non far dimenticare l’eccidio che silenziosamente si consuma in Italia, poiché ogni aborto è un omicidio e se pensiamo che se ne procurano nel nostro paese ogni anno, da circa 80.000 a 90.000, ogni anno scompare una città di bambini! La parrocchia recepisce l’iniziativa di buon grado, coltivando da decenni una particolare vocazione, grazie anche alla presenza della culla della vita per la custodia di neonati abbandonati e del Centro Aiuto alla Vita.

La proposta condivisa in varie diocesi concorre a destare i credenti da un certo torpore sull’aborto. Quali i sentimenti dei fedeli della parrocchia sui temi dell’aborto e in genere della difesa della vita?

Si tratta di sentimenti già maturati e diffusi poichè nella nostra comunità ci sforziamo costantemente di promuovere la riflessione, la preghiera e varie iniziative per la vita e il suo valore sacrale, che è inviolabile e che occorre che sia rispettato sin dal concepimento e fino alla sua conclusione naturale.

Il rifiuto della legge 194 e dell’aborto in sé, presuppongono una presa di coscienza e consapevolezza. Quali passi possono suggerirsi per la vera maturazione sul piano culturale e ancor prima teologico?  

Chiariamo che questa legge sovente non è ben conosciuta e talora persino presso il personale medico e sanitario di fede cattolica. Per una reale cognizione della crudeltà dell’aborto, e quindi della legge che lo consente, si rivela molte utile l’iniziativa di far ascoltare alla madre i battiti del piccolo, perchè si renda conto del passo fatale che sta per compiere. Perciò i filmati ormai diffusi che descrivono il dolore e l’agonia del piccolo non vanno intesi come atti di terrorismo psicologico ma moniti realistici.

Sempre più parrocchie stanno adottando l’iniziativa della campana della vita indicando un percorso. Come l’esempio fornito da questa comunità può suggerire adesioni pure da parte di altre parrocchie?

Proprio le sensibilità personali di ogni fedele potranno essere il catalizzatore di un impegno più attento e fattivo, contribuendo a diffondere l’iniziativa presso altre parrocchie e così indurre a condividerla.

Ringraziamo così don Antonio a cui assicuriamo il nostro plauso e il sostegno della nostra preghiera.

Avv. Prof. Giuseppe Longo

Comitato Prolife Insieme

http://www.prolifeinsieme.it

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