Ed.sessuale a scuola, l’errore di farne una disciplina come le altre

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Educazione sessuale e affettiva a scuola, potrebbe diventare una disciplina: si lavora in VII Commissione

E’ proprio vero che le disgrazie non vengono mai sole! Non bastassero sperimentazioni, intrusioni, assemblee per frammentare l’attività didattica vera, quella seria incentrata sulle materie di studio atte a fornire le basi delle lingue, della matematica, della storia e geografia, e a formare mentalità critica negli alunni; non bastasse una fumosa “educazione sessuale e all’affettività” scolastica, che già calpesta l’intimità degli alunni e la libertà educativa dei genitori; adesso si propone lo spreco di un’ora aggiuntiva dedicata ad una materia avulsa da qualsiasi contesto ovvero decontestualizzata.
Come hanno fatto, senza tale “educazione sessuale e all’affettività”  generazioni intere sino ad oggi a costruirsi personalità equilibrate e rispettose? Semplicemente i figli erano educati in famiglia ed imparavano a rispettare insegnanti e compagni di scuola, venivano istradati con studi seri ed attraverso gli esempi sia degli adulti sia della letteratura.
Guido Cavalcanti dall’esilio si rivolge accoratamente all’amata: Perch’io non spero ritornar giammai… Dante Alighieri vede appena Beatrice da lontano e pensa a lei non certo in termini di possesso, bensì come ad una creatura piena di spiritualità. Francesco Petrarca parimenti è colpito nell’intimo da una intangibile Laura. Torquato Tasso nella Gerusalemme Liberata addita coppie capaci di sacrificio: Sofronia ed Olindo, Tancredi e Clorinda, Edgardo e Gildippe. Vittorio Alfieri riprende l’Antigone di Sofocle e ripropone il contrasto tra diritto naturale e disposizioni legali snaturate dalla tirannide. Giuseppe Parini nell’ode La caduta mostra la dignità di colui che affronta le ristrettezze della vita, ma difende onestà e princìpi morali. Alessandro Manzoni, ben documentato sulla peste di Milano del 1630, nei Promessi Sposi  trascrive in modo eccelso l’episodio reale della Madre di Cecilia (cap.34), dà voce ai Frati Cappuccini impegnati a prezzo della loro stessa vita nell’assistenza agli appestati nel lazzaretto (cap.36). Si potrebbe continuare… Così la scuola afferma il suo valore formativo.
Chi andrà in cattedra ad insegnare “educazione sessuale e all’affettività” ? Con quale laurea o qualifica? Con quale etica o moralità? E’ già drammatico pensare quanti insegnanti non sono veri educatori; diventa tragico pensare quanti individui pregni di ideologie deleterie e comatose si stanno proponendo per tale “educazione”.

Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it