Aborto e minorenni:la legge 194 priva i genitori del diritto di sapere

A proposito dell’aborto da parte delle minorenni ( video )

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Se la legge 194 del 1978 che consente l’aborto viene da taluni decantata per essere stata introdotta a tutela della donna, nella realtà non tutela nessuno, ma invece viola la vita e la dignità di tante persone. In primis, il nascituro, indifeso e innocente, ucciso in modo crudele. Poi il padre, a cui la norma finora consente una mera facoltà non decisionale, ma solo cognitiva, lasciata al libero arbitrio della madre. Infine la madre stessa, per una azione foriera di futuri traumi, spesso anatomici e sempre psicologici.

Ancor più gravi e difficilmente curabili, nelleventualità di un aborto perpetrato da una minorenne.Se la norma si segnala per contrarietà al Diritto Naturale e ai principi etici, qui tocca proprio il fondo!

Larticolo 12 della l. 194 prevede infatti che la minorenne che intenda abortire, possa proporre ricorso al giudice tutelare per farsi autorizzare, ogni qual volta non vi sia il consenso di entrambi coloro che esercitano la potestà parentale o la tutela nei suoi confronti o insorga un conflitto tra essi a tal riguardo.

Subentrato il giudice tutelare, questi potrebbe decidere di non consultarli preventivamente, ove in presenza di motivi seri che lo impediscano o lo sconsiglino.
Non
essendo meglio definita dalla legge la natura di tali motivi, lasciata la valutazione della loro grave sussistenza alla sua discrezionalità, l’aborto da parte della minorenne potrebbe persino autorizzarsi pure all’insaputa di papà e mamma. In barba ai diritti costituzionali della famiglia società naturale; come non ravvisare la violazione della prerogativa esclusiva dei genitori, di adottare interventi educativi in base ai valori decisi in famiglia?

A non dir poi che se nel nostro ordinamento, per ogni forma di tutela cautelare, pure in via d’urgenza, è sempre garantita la facoltà di proporre reclamo, di norma a un collegio di giudici, da esitarsi con la tempestività richiesta dalla fattispecie; in tal caso invece la decisione del giudice tutelare è definitiva.

In sostanza si è giunti nel nostro Paese, che una volta forse a ragione si definiva la patria del diritto, al paradosso che un provvedimento giudiziale urgente involgente quelle che Totò avrebbe definito quisquilie, come rami o frutti di un albero sconfinanti su un vicino o dell’umidità da un balcone, possa sempre essere posto al vaglio di riesame di altri giudici; ma quando sia oggetto di giudizio il bene più prezioso, quello della vita, per autorizzare una minorenne a eliminarla, la decisione sia inappellabile. Una disciplina normativa che configura una vera e propria blasfemia giuridica, ancor prima che etica.

A riprova della alienità della legge da una quale minima base di raziocinio, coerenza e dignità umana.

A tutto ciò si ricollega un’altra riflessione, che induce ad acclarare come la casistica degli aborti da minorenni abbia dimensioni maggiori di quanto possa rilevarsi dai dati statistici, di per sé già lacunosi.

In quanto, ai dati aggregati ufficiali sfugge un ingente novero di aborti procurati alle minorenni con complicità compiacenti o auto inferti, con assunzione della cd. pillola del giorno o dei 5 giorni dopo.  

Il che porta a ritenere da un lato che il numero totale di aborti sia ben più ampio di quello ipotizzato. Da altro che il ricorso ad aborti farmacologici in età precoce configura un’emergenza nell’emergenza.

Con esiti devastanti per le adolescenti, lacerate nell’animo da ferite poi difficilmente sanabili, se non dopo un cammino di conversione o comunque di rielaborazione, che possa condurle al perdono di sé.

Scenario scottante sotto il profilo sociale e che implica una forte azione educativa, corretta e veritiera. Volta a sgombrare il campo da equivoci miranti a dissimularne la natura abortiva, in anticoncezionale.

Pure in tal senso si impone un nostro deciso impegno sul piano culturale, informativo.

Avv. Prof. Giuseppe Longo

Comitato Pro-life insieme

http://www.prolifeinsieme.it

https://www.corrierenazionale.net/2026/02/07/a-proposito-dellaborto-da-parte-delle-minorenni/