Campana per i bimbi non nati: la prima fu fatta suonare da papa Francesco il 23 settembre 2020

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LE CAMPANE HANNO da sempre qualcosa da dire, siano essi annunci festosi o richiami per dare l’ultimo saluto ad un proprio caro.
Mons Suetta, da un mese alle ore 20, fa suonare una campana per ricordare tutti i bambini abortiti.

La prima campana nel mondo “la voce dei non nati” è stata realizzata in Polonia.
Sopra è inciso il quinto comandamento del Decalogo “non uccidere”.

FU SUONATA PER LA PRIMA VOLTA DA PAPA FRANCESCO il 23 settembre 2020 prima di una udienza generale in vaticano.
Altre sono state poi le campane realizzate per lo stesso motivo, nel 2022 per l’Ucraina e l’ Ecuador, nel 2023 per lo Zambia.
Esse sono state benedette da papa Francesco in quanto,
“le campane per i bimbi non nati, annuncino il vangelo della vita”, così si espresse il pontefice.
Quello del suono quotidiano, serale, ripreso da Mons. Antonio Suetta non vuole essere solo un atto di pietà cristiana ma anche, soprattutto, un richiamo alla realtà, quella realtà che ci fa dire che “d’estate le foglie sono verdi”, che la pioggia è bagnata, indipendentemente dalla fluidità delle parole, da ciò che vorremmo che fosse, da quello che ci fa comodo credere sia.
Provvidenzialmente, negli stessi giorni, la Corte di Cassazione ha definito che “il rapporto genitoriale esiste già durante la vita prenatale, già fin dal concepimento e che la morte del feto è assimilabile al danno parentale, non più potenziale, per un figlio nato anagraficamente”.
Nulla di strano in questa sentenza per chi sa che la vita inizia con il concepimento.
Però per il resto del mondo questa è decisone che mette in crisi la 194.
Sì, perché se la morte del feto per “colpa medica” diventa reato punibile, non può non esserlo anche per volontà e responsabilità della madre.
Perché la vita inizia dal concepimento, non di sicuro dopo i famosi tre mesi, compromesso usato per mettere a tacere le coscienze.
Credo che non ci si possa più nascondere dietro la bugia del “grumo di cellule”.
Un grumo con DNA costituito all’atto dell’unione tra ovulo e spermatozoo, con un cuore che batte dopo poche settimane…
Purtroppo, soprattutto l’ occidente, ha deciso di dichiarare guerra alla realtà usando le parole e attraverso di esse volendo manipolare il reale, un reale che però altro non è che illusione.

E COSI CI RACCONTIAMO la storia che l’interruzione di gravidanza volontaria non è un problema ma anzi, ne risolve altri, che l’utero in affitto aiuta chi non può per natura stessa procreare in quanto non ne possiede i requisiti, che il suicidio assistito libera dalla sofferenza.
Credo che il coraggioso gesto di Mons Suetta, benedetto anche dal compianto papa Francesco, sia un monito per ricordarci da dove veniamo e dove andiamo.
Una martellata alle coscienze di moltissimi come i cimiteri dei non nati, o l’ascolto del battito cardiaco del bambino in utero.

CI SI OSTINA nel dire che le campane dovrebbero suonare per i bambini violentati, per la fame , per le guerre, per le ingiustizie.
Ma perché provare così tanta rabbia per un suono che semplicemente vuole toglierci un velo dagli occhi?
Un rintocco che vuole solo riportarci alla verità delle cose togliendoci dall’inganno?
La campana dei bambini non nati non toglie importanza alle altre disgrazie di cui siamo inondati.
Se si riuscisse a dare il giusto valore alla vita, in questo caso a quella di chi non ha voce, se si capisse davvero chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, tutto diventerebbe più semplice e magari, alla luce della verità, riusciremmo anche a non  farci così tanto male.

Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it