Egregio direttore,
Scrivo in merito all’articolo https://www.okmugello.it/articolo/educazione-sessuo-affettiva-scuola-psicologi-toscani-professionisti_246662/
Ed ecco un altro un progetto di educazione sessuo-affettiva – spuntano come funghi in tutta Italia – avviato al liceo fiorentino Machiavelli-Capponi che a detta dell’autore è nato su richiesta delle ragazze e dei ragazzi e che l’Ordine degli Psicologi della Toscana riconoscerebbe come un segnale di cambiamento culturale significativo.
Come cittadina toscana mi pongo queste domande:
È giusto assecondare qualsiasi richiesta venga dagli alunni, per esempio se domani ci chiedessero di guardare un film porno o di invitare a scuola una famosa pornostar influenzer (cosa tra l’altro già accaduta nel recente passato qui in Italia) durante la lezione saremmo tenuti a rispondere di SI a queste loro “esigenze” senza porre dei limiti? Il ruolo degli adulti infatti dovrebbe essere proprio quello di valutare in maniera quanto più obiettiva e saggia eventuali richieste dei ragazzi che considerata la loro giovane età tenderanno quasi sempre a chiedere ciò che stimola i loro sensi ma che non corrisponde necessariamente a ciò di cui hanno veramente bisogno.
Quanto al commento dell’Ordine degli Psicologi Toscani quando mi capita di leggere articoli che riportano vere o presunte dichiarazioni provenienti dagli ORDINI PROFESSIONALI la mia fiducia viene immediatamente a mancare, in quanto purtroppo in maniera sempre più marcata ed evidente – specialmente negli ultimi anni – questi ordini hanno dimostrato a parole ed a fatti di essere guidati dalle moderne ideologie o da meri interessi politici ed economici. Mi sembra evidente che anche in questo caso la figura dello psicologo venga descritta in maniera del tutto impropria come un “guru scolastico” in grado di colmare non si sa bene quali lacune in materia sessuale, spingendo i ragazzi ad una visione dello sviluppo emotivo per forza legato a processi di ipersessualizzazione e medicalizzazione precoce. Parlare con uno psicologo infatti non è di certo come parlare con un genitore, un fratello, una sorella, un amico. La relazione con uno psicologo è legata ad un vincolo ed interesse professionale, mentre le relazioni umane AUTENTICHE sono caratterizzate dalla GRATUITÀ. “Io ti sto accanto e ti ascolto perché ti voglio bene e ci tengo a te non perché mi pagano per dirti certe cose….”
Infine continuare a parlare di educazione sessuo-affettiva – premesso che io ancora non ho capito bene cosa si intenda con questo termine – come una via sicura che porta all’insegnamento del rispetto è semplicemente una assurdità.
Il rispetto infatti non si impara a scuola né tanto meno dallo psicologo.
Il rispetto si insegna in famiglia.
Restituiamo alle famiglie l’importanza che meritano aiutando eventualmente i genitori in difficoltà ad assolvere al meglio il loro compito di educatori ma non sostituendoci a loro.
Finché la scuola permetterà di farsi usare come strumento ideologico non farà un buon servizio né ai suoi studenti né alle famiglie né alla società intera.
Manuela Ferraro
Poggibonsi SI
Per Comitato Prolife Insieme
www.prolifeinsieme.it
