Bari,ed.sessuale a scuola: no dei genitori, si valorizzi la famiglia

Egregio Direttore, scrivo in merito all’articolo https://bari.repubblica.it/cronaca/2026/01/22/news/educazione_sessuale_i_genitori_negano_il_consenso_nel_liceo_a_bari_solo_otto_studenti_al_corso_asl-425110949/

Porsi delle domande e darsi delle risposte è questo il presupposto indispensabile per lo sviluppo di una coscienza critica. La scuola dovrebbe assumere su di sé questo compito che non richiede necessariamente il dover trovare risposte a tutto, specialmente nel campo delle scelte e delle relazioni umane . In campo entrano in gioco fattori molto personali ,come il proprio modo di essere e di sentire, il codice morale e religioso , l’educazione ricevuta in famiglia. Sicuramente parlarne è una buona cosa di principio ma dare per scontato che i ragazzi a sedici anni abbiano fatto già esperienza del primo rapporto è massificante , può indurre chi ancora non l’ha fatto a sentirsi diverso  e  a farne per  questo un problema . Il rischio è la massificazione! Non è affatto vero che gli adolescenti a quell’età abbiano avuto già un rapporto sessuale e indurlo può essere molto rischioso. Non ritengo quindi valido l’approccio sul vissuto   del primo rapporto, mentre ritengo sia più  opportuno parlare di violenza di genere magari assieme ai genitori, proprio per garantire una uniformità di informazioni e riflessioni che portino ad una maggiore consapevolezza, non solo per figli ma anche per padre e madre, spesso incerti sul come affrontare questi temi. Servirebbe ad abbattere diffidenze e paure e promuovere il dialogo generazionale. La scuola non si può sostituire né si può contrapporre alla famiglia. Gli obbiettivi devono necessariamente essere comuni perché nella mente dei ragazzi cresca l’idea dell’alleanza e della continuità nell’interesse dei ragazzi e delle famiglie. Basta contrapposizioni, bisogna creare coesione ed unità tra le famiglie e la  scuola , così facendo si apriranno nuove strade di dialogo e confronto che non possono che essere utili alla crescita e alla formazione di una nuova cultura ,la cultura dell’ascolto e del rispetto.

Dott. Isabella Digiovanna. Psicologa. Taranto
Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it