Cortese Direttore,
in relazione alle asserzioni rese nell’articolo https://www.riviera24.it/2026/01/giovani-democratici-e-radicali-italiani-scendono-in-piazza-contro-la-campana-di-suetta-948894/, è opportuno precisare.
I rintocchi della Campana della vita di San Remo, fortemente voluta da Mons. Antonio Suetta, Vescovo della Diocesi Sanremo-Ventimiglia, riecheggiano in tutto il paese… a risvegliare delle coscienze talora da troppo tempo sopite e trovano già sintoniche adesioni in diverse altre parrocchie.
Di contro, non accennano a placarsi le proteste promananti da organizzazioni che con un eufemismo potremmo definire a vocazione laicista (rectius, anticristiana) e movimenti di ispirazione femminista, in Liguria ma pure altrove, per una presunta turbativa dei diritti delle donne che sarebbe ascrivibile all’iniziativa; poichè violerebbe principi di libertà e autodeterminazione costituzionalmente garantiti.
Puntuali e ineccepibili le ragioni di confutazione mosse da più parti a tali rumorose rimostranze; concordanti nel sostenere l’impegno a tutela di due prerogative riconducibili a valori non negoziabili: la prima, il diritto inviolabile del nascituro, alla vita; la seconda, quello della madre, in momenti certo impegnativi ma pure così tanto preziosi della sua vita, a una prossimità spirituale oltrechè psicologica.
Profili etici già di per sé, non solo tali da suffragare l’iniziativa, ma pure a sollecitarne la diffusione.
Ciò posto, tali note a puntualizzare l’infondatezza di quelle illazioni, evidenziandole proprio in nuce.
Pure a volerle riguardare limitatamente ai profili costituzionali evocati, si rivelano del tutto speciose.
L’iniziativa infatti, non lede alcun diritto e si basa proprio su principi giuridici di rango costituzionale.
Ci si riferisce, oltre che agli articoli 2, 3, 7 e 8 della Costituzione, nel dettaglio, all’articolo 2 del Concordato a mente del quale “la Chiesa cattolica ha la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero”.
Ora seppure alcune clausole dei Patti Lateranensi sono state oggetto di modifiche, deve ritenersi, per orientamento prevalente, che la successiva promulgazione della Costituzione li abbia implicitamente elevati o comunque presupposti a rango di norme costituzionali o norme costituzionalmente garantite.
Mutatis mutandis, ciò che si è ritenuto in passato per le norme di statuti speciali di regioni, approvati prima del 1948; e ora, con l’improvvida definizione di norme super primarie, per i regolamenti UE.
Quindi, a stretto rigore giuridico l’esatta caratterizzazione dell’iniziativa si pone in senso opposto a quello preteso dai dimostranti, poichè perfettamente legittima; essa sì ispirata a norme costituzionali.
Comprendo che possa essere pure un bel diversivo ritrovarsi in piazza con striscioni e megafoni, ma vista pure l’età dei manifestanti, sarebbe corretto prima di lanciarsi in proclami intemerati… studiare!
Avv. Prof. Giuseppe Longo
Comitato Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it
