Mons. Suetta e le accuse di uno scrittore: il commento di Maria Cariati

In questi giorni mi è  capitato di leggere una lettera dal titolo” Sequestrate quella campana”, riferita all’ iniziativa del vescovo di Sanremo; come  membro del Comitato Prolife Insieme, vorrei esprimere le mie personali riflessioni in merito. Le sue parole, caro scrittore, pronunciate contro l ‘ iniziativa di Monsignor Suetta, sono un quanto mai preoccupante grido di allarme in difesa dell’aborto.

Lei sta parlando di un atto barbaro che è la vera e propria uccisione di un bambino nel grembo della madre, che è stato causa, dalla istituzione della legge 194 in poi, della morte di oltre 6 milioni di innocenti applicando erroneamente quelle che furono chiamate” Norme a difesa sociale della maternità” e che recavano al loro interno le disposizioni per rimuovere ogni ostacolo…Questa legge, dicevamo, è invece diventata il mattatoio di intere generazioni che purtroppo non vedranno mai la luce del sole, impoverendo sempre più come oggi si comincia a notare, il nostro Stato italiano.

A tal proposito, vorrei chiedere cosa ne sa lei della maternita’ visto che è un uomo?Cosa ne sa del legame unico e irreversibile che si crea tra madre e bimbo allorché inizia la gravidanza?Che ne sa del dono meraviglioso, facoltà della donna, di dare la Vita? Lei parla invece di “Corpi della donne” che rischiano di diventare territori di conquista del clero, temendo con ciò che questa campana possa con il suo suono risvegliare le loro anime,le loro coscienze dalle menzogne che sono state raccontate per più di 50 anni, secondo le quali, ricorrere all’ aborto elevava le donne, facendole emancipare.

Pertanto si erge ad accusare, puntando il dito in due direzioni: la Chiesa, nella persona di un nobile vescovo che non teme minacce né ricatti quale è Monsignor Suetta che troppo bene si rende conto della situazione, colpevole di invadere lo Stato Italiano ( la esorto a leggere l’ articolo 2 dell’ Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana che apporta modificazioni al Concordato Lateranense) e di non riservare lo stesso trattamento alle vittime della pedofilia (come se questo potesse autorizzare ad uccidere una moltitudine di bambini innocenti) e la Presidente Meloni che usa il suo essere” donna e madre” come un marchio commerciale, ma che evitando di intervenire sta trasformando l’ Italia in un laboratorio medievale.

Lei invoca, la magistratura affinche’ sorga ad apporre i sigilli alla campana che è un corpo del reato, una tortura psicologica che minaccia la sovranità della l.194 che è stata eretta ormai come idolo dello Stato laicista!

Mi perdoni ma questo modo di ragionare non è tanto dissimile da chi pratica la violenza di genere uccidendo il corpo femminile credendolo una sua proprietà, mentre come vediamo ci sono modi più subdoli di uccidere l’ anima istigandola al matricidio.

Mi permetta di dirle, che non ci vorrà molto tempo perché questo sistema iniquo inizi a cadere trascinando con sé la l 194 che sarà modificata o addirittura abolita, lasciando solo, chi ne ha fatto la sua ragione di vita, con le sue misere catene.

Cordialmente

Maria Cariati per il Comitato Prolife Insieme

http://www.prolifeinsieme.it