INIZIEREI QUESTA RIFLESSIONE dando subito il nome corretto alla campana che Mons. Suetta ha coraggiosamente deciso di fare risuonare.
Il nome non è ” campana anti aborto” ma “campana dei bambini non nati”.
La differenza è notevole.
Sanremo è la città che ospita tale iniziativa la quale ha come obiettivo il dare voce a chi non ne avrà mai.
Nessuna provocazione dunque.
Nessun legame con la kermesse canora sanremese, nessuna strumentalizzazione del famoso evento.
La prima domenica di febbraio è dedicata alla vita e la campana dei bambini non nati ne dà la giusta risonanza.
Non mi stupisce né mi ferisce apprendere che gli amministratori del festival di Sanremo abbiano preso le distanze sia dai contenuti che dalla modalità di diffusione del messaggio.
COSA MAI ASPETTARSI da chi teme di non fare il “tutto esaurito?”
Sicuramente il presule aveva messo in conto le polemiche che la sua coraggiosa presa di posizione avrebbe scatenato, anche se dubito abbia pensato di correlare l’azione al festival canoro.
Quello che però personalmente ho recepito come inaccettabili sono state le critiche alzate dai fedeli, dalle comunità cattoliche laicali, critiche che hanno spinto questi gruppi parrocchiali a prendere le distanze dall’evento, giudicandolo “divisivo e fuori contesto rispetto al clima Festival di Sanremo”.
Qualcuno dei protestanti mi saprebbe spiegare cosa significa questa affermazione?
Un cattolico, se così si può ancora considerare, può pensare che ricordare che ogni giorno, a tantissimi bambini è impedito di nascere, sia meno importante di cantanti e canzoni?
Meno importante di un Festival, evento sempre più moralistico e che fa di questo moralismo il suo cavallo di battaglia?
Questa manifestazione tra l’altro non ha mai nascosto di essere a favore dell’ideologia, una ideologia in netto contrasto con la dottrina cattolica.
Con che coraggio un presunto cattolico afferma che testimoniare la vita sia propaganda?
Comunque, se propaganda fosse, sarebbe una propaganda che difende la vita, quella vita che tutte le persone dovrebbero difendere.
Non di certo propaganda ideologica.
PURTROPPO È STORIA NOTA che una parte della Chiesa stia diventando sempre più tiepida, sempre più pavida, sempre meno portatrice del messaggio salvifico di Cristo.
Una chiesa filantropa, immersa nei problemi del corpo ma che si dimentica di quelli dell’anima.
SI CHIEDE CAUTELA al vescovo nel diffondere la consapevolezza della vita ma non ci si stupisce se la vita viene uccisa ogni giorno nel grembo materno.
Quanta ipocrisia, quante contraddizioni in questo modo di pensare di molti battezzati in Cristo.
Il matrimonio tra omosessuali viene accettato, dell’utero in affitto non ci si scandalizza, la teoria del gender, che rovina generazioni di giovani, non viene combattuta come dovrebbe ma quasi “tollerata”, e poi ci si strappa le vesti perché un vescovo ha deciso di ricordare, con il rintocco di una campana, la vita nascente uccisa?
C’è qualcosa che non va in questa chiesa moderna, moralista e sinodale, che anziché esprimere solidarietà al sacerdote gli rema contro raccontandosi la favoletta del rispetto, rispetto a senso unico mi viene da dire.
IL MESSAGGIO DI CRISTO È CHIARO e la chiesa deve esserne portavoce, chiara e senza compromessi.
“Una fede tiepida serve ad essere vomitata” Apocalisse 3,16.
Una fede né fredda né calda è priva di fervore ed impegno.
Questa tranquillità spirituale è solo ingannevole perché adagiata nella comodità che non dà testimonianza al vangelo.
Una fede formale, priva di cuore, una sorta di centro sociale attento a soddisfare solo i bisogni del corpo senza pensare a quelli dell’anima.
Questo continuo voler a tutti i costi “rispettare le linee del discernimento ecclesiale e del cammino sinodale” che nulla hanno a che vedere con il rispetto delle idee e delle scelte delle persone, ha impoverito la chiesa fino a farla diventare schiava della ideologia e non più libera di diffondere il cristianesimo.
Una chiesa che permette di essere tenuta sotto scacco per paura.
Personalmente la cosa che più mi imbarazza, per usare un eufemismo, è “l’imbarazzo” dei cattolici praticanti di fronte a questa coraggiosa scelta.
Più che imbarazzarsi, questa fetta di cattolici, dovrebbe interrogarsi!
Angela D’Alessandro
Comitato Pro-life insieme
www.prolifeinsieme.it
