QUESTA BENEDETTA “campana per la vita” non smette ancora di fare parlare di sé
La polemica, nata soprattutto tra le femministe e l’ambiente del PD era però da mettere in conto.
Si sono alzati infatti i soliti ritornelli che considerano l’azione di Mons. Suetta “lesiva del diritto delle donne”.
Una iniziativa in realtà quella del vescovo lodevole, in quanto ha ricordato che uccidere è reato, non solo perché infrange il quinto comandamento della legge divina, ma anche perché viola la legge morale, la quale vieta di uccidere.
Il rintocco della campana assume di conseguenza un valore che va aldilà di quello religioso, perché difendere la vita è soprattutto un dovere civile.
LA VITA UMANA È PARTE INTEGRANTE
della legge naturale delle cose e quindi è doveroso difenderla.
La campana non vuole essere giudicante ma, come afferma il promotore dell’iniziativa, vuole essere un invito quotidiano alla riflessione e alla coscienza.
Un richiamo alla preghiera, alla misericordia, al silenzio.
Mons. Suetta ricorda che “l’aborto non è un diritto ma un delitto”.
Una posizione coerente quella del vescovo, il quale non nasconde nemmeno le proprie criticità nei confronti di certe scelte, anche legate al mondo LGBT.
Il presule ha infatti ribadito, in una recente lettera pastorale, che non sempre la visione dell’accoglienza implica l’approvazione spontanea di qualsiasi scelta.
Ciò ha messo quindi in evidenza i confini che separano i temi etici da certe decisioni rispetto alla morale.
Inutile dire che tale presa di posizione, coraggiosa e coerente con la dottrina cattolica, naturalmente ha fatto saltare a parecchi “la mosca al naso”.
Molti esponenti del partito democratico e attivisti hanno accusato Mons. Suetta di portare, con il rintocco della campana, un messaggio ideologico in una realtà laica.
Il vescovo però è intenzionato a non arretrare, la campana continuerà a suonare come “segno del valore e della dignità della vita di ogni essere umano”.
LE CRITICHE PERÒ NON CESSANO, si continua a discutere tra diritti, coscienza civile, fede.
Mai però, in queste discussioni, si pone l’accento laddove realmente andrebbe messo, ossia che l’aborto è l’uccisione di un bambino.
E fa impressione vedere come questa cosa non venga nemmeno presa in considerazione.
Si torna sempre a mettere al primo posto il diritto di scelta che la campana potrebbe ledere.
Ma il diritto alla vita è il primo diritto fondamentale ed inalienabile, sancito anche dalla Costituzione.
Il concepito non è un pezzo di carne pendula come l’ideologia vorrebbe farci credere, è un bambino con caratteristiche precise scritte nel DNA, è un essere umano unico e irripetibile.
I media, le istituzioni dovrebbero fare in modo che aumenti tale consapevolezza e promuovere la cultura della vita, cambiando proprio il paradigma, aiutando e sostenendo le donne a portare avanti la gravidanza.
PIENA SOLIDARIETÀ A MONS. SUETTA per questa coraggiosa iniziativa dal grandissimo valore simbolico, umano e spirituale che tutela la vita.
Cosa c’è di più bello, di più emozionante, di più sacro, di più pulito della vita nascente?
“Un neonato rappresenta il convincimento di Dio che il mondo debba continuare.”
(Carl August Sandburg)
L’aborto interrompe di fatto una vita e ne nega l’accoglienza come dono.
L’obiettivo primario di tutti dovrebbe invece rimanere la protezione dei nascituri e l’aiuto concreto alle donne, affinché possano accogliere la vita.
LA VITA DI UN BAMBINO VALE PIÙ DI QUALSIASI IDEOLOGIA.
Angela D’Alessandro
Comitato Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it
