Egregio Direttore,
Scrivo in merito all’articolo della dott. Radavelli https://www.ilponte.com/educazione-sessuale-tra-scuola-e-tabu/
per esprimere il mio totale dissenso sul ddl educazione sessuale a scuola (con o senza consenso dei genitori). Da docente di Liceo ho assistito in passato ad iniziative del genere nelle varie scuole dove ho svolto la mia professione e ne ho ricavato una convinzione ormai chiara: nella migliore delle ipotesi questi corsi sono inutili, nella peggiore sono un “ cavallo di Troia” per trasmettere nozioni ideologizzate volte a destabilizzare la famiglia.
Ho sentito esponenti di realtà gay smitizzare i “ rapporti occasionali”, valorizzando tutti i tipi di “ famiglie”, ho visto “ esperti” spiegare praticamente a bimbi di prima media come si indossa un preservativo, senza che i genitori fossero informati non dei contenuti bensì dei valori e dei principi sottesi agli interventi degli esterni.
Non cambierebbe molto se a tenere i corsi sono i docenti: l’educazione non è mai un fatto neutrale, ognuno porta con sé il proprio vissuto, il proprio credo, le posizioni personali e ideologiche, basta una parola, un termine per spostare un concetto apparentemente innocuo. Farò un esempio: se ai ragazzi io spiego che “ un rapporto sessuale in fase fertile di un ciclo femminile può esitare in gravidanza “ esprimo un concetto che non si presta ad interpretazioni ambigue o orientate. Ma se dico “ avere un rapporto sessuale in fase fertile può essere rischioso perché la donna può restare incinta” , implicitamente induco a credere che il bimbo frutto del rapporto sia un rischio, quindi un pericolo, quindi un nemico del quale poi posso liberarmi per evitare guai.
L’esperienza dei Paesi nordici in materia è illuminante: corsi di educazione sessuale a scuola già in tenera età hanno determinato tassi altissimi di bullismo, aborti, mancanza di rispetto tra generi. La Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. I tassi di violenza sulle donne più alti si registrano nei Paesi cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. https://prolifeinsieme.it/?s=Corsi+ed.sessuale&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes
Ben altro sarebbe stato organizzare momenti formativi per genitori che si rivolgano poi ai figli! Non serve infatti avere nozioni da tuttologi per spiegare cosa sia l’amore e quale il valore della relazione tra uomo e donna.
Se proprio si vogliano introdurre i corsi di educazione sessuale a scuola ( sottraendo così ore all’acquisizione di contenuti delle discipline curricolari) risulta un dovere morale ottenere il consenso informato, che garantisca ai genitori di non ritrovarsi poi figli resi edotti su temi in contrasto con la linea educativa propria della famiglia stessa: sarebbe una forma di “ esproprio silenzioso” dei diritti educativi dei genitori, come sanciti dall’articolo 30 della Costituzione.
Il rispetto si può trasmettere a scuola grazie alla nostra meravigliosa letteratura, autori come Dante, Petrarca, Manzoni ( solo per citare i nostri italiani) hanno offerto pagine sulla donna, sull’amore, sulla famiglia, illuminanti per costruire una mentalità rispettosa e accogliente dell’altro/a. Ai docenti lasciamo svolgere la propria splendida professione, già oberati da ore di impegni non carichiamoli di incombenze che esulino da quanto acquisito in anni di studio, dedicati per svolgere al meglio il ruolo che loro compete.
Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente del Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
