No, l’ed.sessuale non contribuisce a prevenire la violenza contro le donne!

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No, l’educazione sessuale non contribuisce a prevenire la violenza contro le donne!

Un fenomeno sociale complesso esprime molteplici cause e quindi variabili che occorre fare esaminare a chi di statistica si intenda, quindi a persone come  Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html
Ma non è corretto scotomizzare il risultato conclusivo, che esprime la sommatoria di tutte le variabili.
Contra factum non valet argumentum, cioè contro la realtà dei fatti non esiste argomentazione valida: il fatto resta un fatto. La cosiddetta “educazione sessuale e all’affettività” scolastica, come una psicologa dovrebbe ben sapere, CSE Comprehensive sexuality education di OMS ed UNESCO https://whocc.bioeg.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/BZgA_GuidanceImplementation_Italian.pdfriporta:  “gioco del dottore” per i bambini più piccoli, “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni, con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti; procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi” per età 12-15 anni;, immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali), aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza” per età 15 anni e successivi.  In altri termini la CSE promuove sessualizzazione precoce e grooming, esperienze destruenti.

Si conferma quindi il Paradosso Nordico: la Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, il 30% delle svedesi lamenta violenze domestiche. Violenza sulle donne assai maggiore nei Paesi cosiddetti più sviluppati: USA, UK, Francia, Germania, Olanda, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, in Italia in Emilia Romagna.

Il tasso di abortività in Svezia è superiore al 20%, in Francia 16,8/mille: 223.300 aborti nel 2021; 234.300 nel 2022; 243.623 nel 2023. Nella diseducata Italia:  5,4/mille.

Ciliegina sulla torta della cosiddetta educazione sessuale è il rilievo statistico che i paesi dove essa è stata ampiamente diffusa attraverso i programmi scolastici, da anni registrano incremento, e non certo riduzione, di malattie sessualmente trasmesse, di gravidanze indesiderate,  di procurato aborto  in giovanissime.

Qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai la IPPF International Planned Parenthood Federation: Planned Parenthood (organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare abort) così come la Durex (fabbricante preservativi) abbiano tanto interesse a diffondere la cosiddetta educazione sessuale scolastica.
Qualsiasi trattato di criminologia inoltre riporta che la pubblicità data ad un certo tipo di crimini incentiva presso menti malate la ripetizione imitativa: il mantra dei femminicidi serve soltanto ad incentivarli e alle speculazioni di alcuni.

Questi sono fatti. Le argomentazioni dei fautori della cosiddetta “educazione sessuale e all’affettività” scolastica sono ideologia, che maschera anche interessi di carriera ed economici.
La Costituzione invece riporta art.30: “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.” Le famiglie hanno interesse ad una vita serena ed alla vera educazione dei figli, che deve quindi svolgersi nella calda intimità domestica. Organizzazioni e categorie di ogni tipo, invece, lucrano.

Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it