Intervista a Radio Maria di don Andrea Tosca, per un “ vademecum” del sacerdote impegnato a difendere la vita
Qui il link per riascoltare la trasmissione a Radio Maria: https://radiomaria.it/puntata/tavolo-pro-life-20-04-2026/
Ogni anno, nella Giornata per la Vita, la Chiesa ci richiama a riscoprire il dono più grande che Dio abbia fatto all’uomo: la vita stessa. Ma un sacerdote che vuole essere davvero “pro-life” non può limitarsi a una predica annuale o a qualche iniziativa isolata. La difesa della vita è una missione che deve attraversare ogni gesto, ogni parola, ogni azione pastorale.
1. Dal pulpito: annunciare la verità senza paura
La Giornata per la Vita è un’occasione preziosa per ridire dal pulpito che la vita è sacra dal concepimento fino alla morte naturale. Il sacerdote deve avere il coraggio di proclamare questa verità, anche quando è scomoda, anche quando rischia di essere frainteso. È una voce profetica che non giudica, ma illumina le coscienze e richiama al Vangelo della Vita.
2. Una battaglia che attraversa tutta la pastorale
Essere pro-life non è un settore a parte della pastorale: è il cuore stesso della missione della Chiesa. Tutto — dalla catechesi all’oratorio, dalla liturgia alla carità — deve testimoniare che ogni persona è preziosa e amata da Dio. Una parrocchia pro-life educa alla responsabilità, accompagna le famiglie ferite, sostiene le mamme in difficoltà e custodisce la vita dei più fragili.
3. Coinvolgere i giovani: evangelizzare con i loro strumenti
I ragazzi oggi comunicano attraverso i video. Perché non invitarli a creare brevi clip sulla bellezza della vita, sull’amore familiare, sull’attesa di un figlio, sulla cura dei deboli? Potrebbero essere pubblicati sui social parrocchiali, diventando una piccola “campagna pro-life” fatta dai giovani per i giovani.
4. Formazione nelle famiglie e catechesi per adulti
Un prete pro-life non dimentica che la prima scuola della vita è la famiglia. Visitare le famiglie, ascoltarle, proporre incontri formativi e catechesi per adulti con la presenza di coppie giovani può far nascere un dialogo vivo e concreto sulla vita, l’amore e la fede.
5. Educare la coscienza: mostrare la verità sull’aborto
Non si può difendere la vita se non si conosce la tragedia dell’aborto. Organizzare in parrocchia momenti di testimonianza o la visione di filmati che mostrino la realtà delle ferite fisiche, psicologiche e spirituali che esso comporta può aiutare i fedeli a prendere coscienza, con carità ma anche con verità.
6. Giovani in cammino: la Marcia per la Vita
Un prete pro-life non si limita a parlare di vita: ci cammina dentro. Invitare i giovani a partecipare alla Manifestazione per la Vita a Roma, il prossimo 13 giugno, significa farli sentire parte di un popolo che testimonia la fede pubblicamente e difende la vita davanti al mondo. È un segno profetico di speranza e unità.
7. Uno sportello pro-life in parrocchia
Un gesto concreto è aprire uno sportello pro-life, magari in collaborazione con il CAV (Centro di Aiuto alla Vita), per accogliere mamme in difficoltà, coppie confuse, persone ferite da scelte difficili. La parrocchia deve essere la casa della misericordia dove nessuno si sente solo.
8. Una bacheca che parla di vita
All’esterno della chiesa, una bacheca fissa con depliant e materiali del CAV può diventare una piccola finestra di evangelizzazione: un luogo dove chi passa trova informazioni, numeri utili, parole di speranza. Anche un semplice volantino può salvare una vita.
9. Volontariato e carità pro-life
Essere pro-life non è solo dire “no” all’aborto, ma dire “sì” alla vita concreta. Proporre attività di volontariato presso case famiglia, centri per mamme sole o progetti di adozione a distanza aiuta a far crescere nei giovani e negli adulti una mentalità di accoglienza e di amore attivo.
10. Dove manca Dio, manca l’uomo
Alla radice di ogni cultura di morte c’è l’assenza di Dio. Quando l’uomo dimentica il suo Creatore, dimentica anche se stesso. Solo ritrovando Dio, l’uomo ritrova la propria dignità, e la vita torna a essere accolta come dono, non come problema.
Conclusione
Il prete pro-life non è un attivista, ma un pastore che custodisce la vita come dono di Dio. Annuncia, educa, accompagna, accoglie. La sua voce non è solo morale, ma profetica: è la voce del Buon Pastore che dice a ogni persona, nascitura o anziana, malata o sola, “tu sei preziosa ai miei occhi e io ti amo” (Is 43,4).
“Difendere la vita è il primo atto di fede nella potenza dell’Amore di Dio.”
Intervista raccolta da Vittoria Criscuolo
Comitato “ Pro-life insieme “
