La prima cosa che mi è venuta da pensare dopo aver letto l’articolo che racconta, esaltandone i contenuti della kermesse umbra è: imbarazzante.
Non penso che la salute sessuale femminile, con i vari annessi e connessi sia da considerarsi disagevole, trovo indelicato che se ne discuta organizzando addirittura un festival con questi temi.
Il vu’ festival è infatti un evento dedicato al benessere femminile e alla salute pelvica. In questo frangente si cerca di esplorare le diverse sfaccettature inerenti questo tema affinché nelle donne ci sia maggiore consapevolezza e attenzione verso il proprio corpo.
I “focus” affrontati variano dalla salute pelvica al piacere sessuale grazie all’intervento di specialiste sessuologhe, psicoterapeute impegnate anche nella divulgazione in rete.
L’obiettivo dell’evento, oltre a quello già citato, avrà anche lo scopo di abbattere i pregiudizi che potrebbero limitare le donne nel vivere una “sana e consapevole vita sessuale”. Largo allora all’uso dei sex Toys visti oltre che come strumenti di piacere anche come ausili terapeutici. Si andranno ad analizzare i cambiamenti nelle diverse fasi della vita della donna per quanto riguarda il desiderio.
Il tema non a caso è “De sidera” pensando proprio a quel che la parola vuole indicare. Intende essere quindi un invito a mettere al centro i desideri delle donne e dei loro corpi.
E qui si apre un mondo….
Il messaggio che si intende fare passare è quello di una donna non più schiava dei pregiudizi ma libera, determinata e sicura delle proprie scelte.
Una figura femminile che non deve vergognarsi di avere desideri sessuali pari ai maschi i quali, in questo campo, sono apparentemente più disinvolti.
La donna del nuovo millennio deve essere insomma più protagonista che comparsa e questa rivoluzione deve iniziare soprattutto dalla sfera sessuale.
Deve liberarsi dai tabù, rompere con le interdizioni culturali o religiose che le impediscono di agire liberamente su determinati argomenti. In senso metaforico deve superare il muro che limita la libertà di esplorare liberamente determinati temi.
Si intende porre l’accento sul fatto che sesso e amore sono due concetti differenti anche se spesso, se esiste una relazione d’amore, si sovrappongono.
Ma questa relazione può anche non esserci e quindi il desiderio sessuale diventa fine a sé stesso come desiderare di mangiare, bere, dormire ecc.
Si incentiva l’uso di sex Toys, giocattoli del sesso, definendoli non solo liberatori ma anche propedeutici ad una eventuale relazione di coppia.
Chissà se a queste “esperte ” di donne è mai venuto il dubbio che tutto questo gran parlare di libertà non crei in realtà nuove schiavitù?
Il sesso senza la connessione affettiva e il coinvolgimento romantico diventa un’attività che può portare insoddisfazione e dipendenza.
“Ci piace pensarlo come un punto di partenza per scavare più a fondo in una dimensione spesso nascosta, quella della sessualità, per sdoganare tabù e creare connessioni autentiche” concludono le ideatrici.
Pensare a questa manifestazione “come ad un punto di partenza per sdoganare tabù e creare connessioni autentiche” a mio avviso è solo un modo per rendere uomini e donne sempre più lontani. Maschi e femmine sono diversi e queste differenze sia biologiche che comportamentali, rispetto a svariate situazioni, portano ad un arricchimento reciproco.
Cosa c’è di tanto sminuente nel vivere il sesso con pudore? Perche’ mai pensare alle esperienze sessuali con riserbo dovrebbe rappresentare tabù?
Perché la libertà sessuale dovrebbe rendere la donna sempre più autonoma e indipendente?
Credo che un festival con tali contenuti serva solo a creare nuove solitudini spacciate per emancipazione.
La relazione è fondamentale perché in due si sogna ma soprattutto si ama.
Angela D’Alessandro
Prolife insieme
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