https://www.lafionda.com/femministe-impazzite-attivismo/
La seconda metà dell’800 ha visto la nascita del movimento femminista. Una rivoluzione sociale di vero e proprio cambiamento che si proponeva di promuovere l’uguaglianza di genere combattendo contro le discriminazioni per costruire un mondo più giusto ed inclusivo.
È un movimento in continua evoluzione sempre attento alle donne, alle loro necessità, al loro decoro nonché al loro riconoscimento nel tessuto sociale, almeno così loro sostengono.
Sono particolarmente attente alle donne vittime di abusi domestici e in campo lavorativo. Sono pronte a scendere in campo qualora vedessero situazioni in cui ci fosse il venire meno dei loro diritti.
Se le suffragette all’inizio del secolo si battevano per conquistare diritti civili uguali agli uomini, le femministe di oggi hanno un’idea molto più radicale rispetto al ruolo della donna, combattono per una società diversa che veda la fine della divisione dei ruoli sessuali.
Spesso questa voglia di cambiamento supera persino il buonsenso. In “Australia ad esempio stanno portando avanti una campagna orwelliana al fine di negare l’ esistenza di vittime maschili dai rapporti ufficiali del governo”.
( cit. da La fionda)
Una vera e propria manipolazione della verità, del controllo del pensiero, una sorveglianza di massa in cui si verificano abusi di potere.
Esiste però anche una realtà di abuso sui maschi sia di tipo fisico che sessuale. Realtà che viene sottovalutata, minimizzata ma che è un problema reale, serio e purtroppo diffuso e che può avere conseguenze devastanti sulla salute fisica e mentale delle vittime.
https://www.istitutobeck.com/abuso-uomini-trauma
I movimenti femministi radicali non tengono conto di queste verità. Vanno avanti a gamba tesa, senza riflettere sulle conseguenze.
Fanno la stessa cosa rispetto alla legge 194, legge che ha reso possibile l’aborto fino alla fine del primo trimestre di gestazione.
Rivendicano il diritto all’autodeterminazione della donna, al proprio potere decisionale. Non sentono ragioni, non vogliono il confronto con chi ha idee diverse, esigono il rispetto dei loro diritti anche a costo di ledere quelli degli altri. Esempio eclatante è la pretesa che i medici obiettori di coscienza concedano il loro servizio a chi decide di abortire anche se questo va contro la morale e la loro etica professionale. Peraltro quello dell’obiezione di coscienza è diritto sancito dalla Costituzione.
Ho l’impressione però che qualcosa sia sfuggito di mano a questi movimenti determinati a vedere la donna sempre più protagonista.
La generazione Z, le ventenni di adesso, hanno infatti idee diverse sul ruolo della donna.
Sembra che alle ragazzine più che l’uguaglianza interessi la “sudditanza” purché questa generi profitti.
Non è raro infatti imbattersi in adolescenti seminude, riprendersi con il telefono in atteggiamenti inequivocabili e poi mandare il video in rete per adescare clienti.
E la cosa che fa più inorridire è vedere madri sostenere, anzi condividere questa scelta sciagurata. https://www.facebook.com/share/r/1AzW6uAMxB/
Donne quindi che per denaro diventano oggetti di desiderio spogliandosi così di ogni dignità e veicolando messaggi discutibili se non anche pericolosi.
Il rischio infatti di diventare preda di violenza è dietro l’angolo.
Purtroppo questi video/messaggi sono alla portata di chiunque, circolano liberamente in rete senza problemi come fosse tutto la normalità.
Allora mi viene spontanea una domanda: ma siamo sicuri che le informazioni veicolate dai movimenti femministi abbiano colto nel segno?
Davanti a questo svilimento della figura femminile mi chiedo dove siano le femministe sempre attente, sempre sul pezzo, sempre pronte.
Dove siete donne che difendono le donne anche da loro stesse?
Se ci siete battete un colpo.
Mai come adesso dovete fare sentire la vostra voce forte e chiara: se non qui DOVE?
Angela D’Alessandro
Comitato “ Pro-life insieme “
http://www.prolifeinsieme.it