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*Mezzo milione di euro per fare ricerca sulla parità di genere*
Toscana: mezzo milione di euro per fare ricerca sulla parità di genere? E poi ci vengono a dire che mancano i soldi per la sanità pubblica e per la scuola!
Ma da dove vengono questi soldi e chi può avere oggi l’interesse reale a parlare ancora di patriarcato in Italia, dove nella maggior parte delle famiglie, ahimè sfasciate, dominano le tigri femministe, dittatrici dei tempi moderni?
L’assessore a Università, ricerca e pari opportunità Alessandra Nardini ribadisce la necessità di rafforzare notevolmente l’impegno nel contrastare e prevenire discriminazioni e disuguaglianze di genere.
Davanti a questa affermazione, due domande nascono spontanee:
Quale partito rapprenta la Nardini?
Quali sono le disuguaglianze di genere nella società odierna?
Secondo il nostro Comitato “Prolife Insieme”, infatti, è determinante oggi più che mai, che ciascun cittadino si ponga in modo critico (costruttivo) di fronte alle decisioni del mondo politico, cercando di capire se si tratti di azioni dirette al vero bene della comunità oppure, purtroppo come spesso accade, pilotate dalle ideologie dominanti e quindi scollegate dalla realtà.
L’assessore Nardini è un esponente del PD, Partito Democratico ampiamente e, oserei dire, quasi esasperatamente impegnato nella divulgazione della teoria di gender. Tanto è vero che, per fare un esempio calzante, sopra l’ingresso del palazzo del Comune di Poggibonsi, dove io risiedo, il sindaco ha pensato bene di appendere da maggio, per la giornata dedicata, la bandiera contro la omolesbo…..fobia (scusate ma ho sinceramente perso il conto), siamo ad agosto e la bandiera è sempre lì che sventola accanto al tricolore…Non penso sia necessario aggiungere alcun commento.
Di fatto oggi non esiste una professione che sia proibita alle donne e, nei luoghi di lavoro, le opportunità nel nostro paese sono uguali per entrambi i generi, perché quindi la giunta regionale attraverso il cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo+ 21/27 ha deciso di stanziare tutti questi soldi per risolvere un problema inesistente? Per me la cosa resta un mistero. Sappiamo bene che quando prevalgono le ideologie si perdono la lucidità e la razionalità, dando spazio solo ad azioni di pura propaganda.
Noi di “Prolife Insieme” crediamo fermamente che la cultura di amore per la Vita si costruisca anche attraverso la politica, quella “pulita” anche se non perfetta, poiché nessuno di noi può dirsi tale.
La spinta contrapposizione tra maschio e femmina che viene amplificata dalle ideologie dominanti con la conseguente frammentazione in un infinito e fantasioso numero di generi sessuali sempre in evoluzione, ci fa capire come questo tipo di politica che paradossalmente si definisce “inclusiva” non porti alla pace sociale ma a una serie continua di scontri e rivendicazioni. Si noti che spesso quegli stessi politici si fanno fotografare durante i cortei contro le guerre, cosa nella sostanza condivisibile poiché la violenza è sempre da condannare, ma non nella forma, poiché sfilano alzando la bandiera “arcobaleno della pace”, ma di quale pace stiamo parlando?
La vera lotta contro la guerra inizia dall’amore per la Vita. Sarà possibile ritornare a considerare la sacralità di ogni vita umana, solo quando riconosceremo la nostra identità di uomini e donne, come parti diverse ma non opposte, pezzi unici e complementari, due facce di una stessa medaglia: la famiglia, base di ogni società.
Il metodo più sicuro per garantire le pari opportunità di genere? Valorizzare la famiglia, parola di “Prolife Insieme”.
Manuela Ferraro
Poggibonsi SI
Per Comitato Prolife Insieme