Parità di genere: per la donna o per l’uomo?

https://edunews24.it/editoriali/celebrando-la-giornata-internazionale-delluomo-un-nuovo-sguardo-sulla-parit-di-genere-in-italia

Celebrando la Giornata Internazionale dell’Uomo: Un Nuovo Sguardo sulla Parità di Genere in Italia
L’articolo è molto interessante, sembrano tuttavia necessarie alcune precisazioni di non secondaria importanza.
In primo luogo non esiste alcun diritto soggettivo indiscriminato affinché la madre possa decidere la soppressione del figlio concepito: questo è il dettato della 194/1978. Che esso poi venga nella pratica stravolto apre altre prospettive, comprese quelle penali a carico di chi promuove e pratica il procurato aborto, a scapito anche della salute psichica e fisica della madre.
Giorgio Pardi, professore di ostetricia-ginecologia presso la Clinica Mangiagalli di Milano: insieme con Giovanbattista  Candiani, fu il primo ad eseguire un’interruzione di gravidanza in Italia dopo l’introduzione della 194/1978, ma riteneva più che necessaria la presenza dei CAV Centri di Aiuto alla Vita accanto ai reparti di ostetricia. Era e rimaneva (illogicamente) a favore della 194/1978. Rilasciava tuttavia questa dichiarazione: «Sono ateo, l’ho già detto? Io non credo in Dio, non ho la grazia della fede, che vuole che le dica? Quindi scriva scriva scriva che il dottor Pardi Giorgio è ateo o, se preferisce, è un laico. E aggiunga anche che per ritenere l’aborto un omicidio non serve la fede. Basta l’osservazione. Quello è un bambino. L’aborto è un omicidio. Difendo ancora la 194, ma è soprattutto nella parte a tutela della vita che andrebbe applicata. Perché l’interruzione di gravidanza è una ferita che non si cicatrizza». https://www.tempi.it/giorgio-pardi-laborto-un-omicidio/
In secondo luogo si farebbe carico ancora una volta al sistema scolastico di ulteriori attività, che distrarrebbero docenti ed alunni dal vero compito formativo della scuola. Se l’alunno viene coinvolto in mille attività dispersive, l’apporto educativo della scuola va perduto. Soltanto studi seri, corposi, ben radicati nelle materie necessarie formano menti e coscienze. A maggior ragione perché non esistono “esperti sui temi della parità di genere”, bensì soltanto uomini e donne che ricoprono in modo  responsabile il loro ruolo nella società e ne offrono l’esempio.
Certamente in questo scorcio storico gli uomini hanno subito una pesante ed ingiustificata pressione, che può causare discriminazioni e rende conto, almeno in parte, del fatto che essi sono esposti al rischio di suicidio in misura enormemente superiore rispetto alle donne (in Italia il 78% delle morti per suicidio è rappresentato dagli uomini, il 22% dalle donne).https://www.socialnews.it/blog/2022/11/19/giornata-internazionale-delluomo-per-una-completa-parita-di-genere/.
Estremamente valida e lodevole quindi l’iniziativa dell’Assessore Cinzia Petetta di mettere in luce il valore, per i singoli e per l’intera società, della complementarietà tra uomo e donna.

Dott.Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it