La frase “Il più grande inganno del diavolo è stato quello di far credere al mondo che non esiste” è attribuita a Charles Baudelaire.
Questo, detto da un battezzato nella Chiesa cattolica ma che di “cattolico” il suo pensiero ha molto poco, fa riflettere.
Le sue poesie infatti esplorano temi legati alla colpa, al satanismo e alla ribellione contro le norme religiose. Una fede, semmai ce ne fosse traccia in lui, che fu tutt’ altro che ortodossa.
L’idea però che il male fosse talmente scaltro da riuscire a fare dubitare all’uomo della sua esistenza, era per il poeta certezza e questa è purtroppo una verità che mai come in questo momento storico si sta rivelando come tale.
Giulio Mignani, ex parroco di Bonassola ne è la prova.
Solo il male, a cui la chiesa cattolica dà il nome di “Satana” può fare arrivare un uomo, e non un uomo qualsiasi ma un sacerdote, a sostenere quello che ormai l’ex don Giulio dice e vive come verità assoluta.
Sospeso a divinis per le sue idee progressiste su temi quali aborto, eutanasia, unioni omosessuali, l’ ex don si prodiga oggi come volontario nei centri di accoglienza.
È arrivato anche a chiedere di essere rimosso dall’elenco dei battezzati! La Chiesa non lo rappresenta più…
La Chiesa, nel senso religioso del termine, è chiamata a seguire l’insegnamento di Gesù ed ha come obiettivo primario la salvezza delle anime.
Ci sono delle regole, dei dogmi di fede, delle restrizioni che vanno rispettate. Fanno parte della sua tradizione e devono essere seguiti.
Includono pratiche liturgiche e norme comportamentali che fanno parte della sua identità e ne mantengono viva la fede e la cultura.
Sono basate sull’insegnamento di Gesù riportate nei testi sacri: vecchio e nuovo testamento.
Su alcuni temi la chiesa ha espresso il proprio pensiero che forse può apparire rigido ma è necessario, affinché l’umanità non sia sopraffatta dal peccato e ne diventi vittima rischiando di perdere la salvezza eterna andando all’inferno.
Temi come l’aborto, l’eutanasia, le unioni disordinate, sia esse omo che eterosessuali, sono condannati in quanto ritenuti peccato.
Il peccato, parola ormai dimenticata spesso anche dai religiosi, è una mancanza contro la verità, una trasgressione verso Dio dovuta all’attaccamento idolatra e talvolta perverso verso certi beni che feriscono la natura dell’uomo e lo portano alla perdizione eterna.
L’obiettivo primario della Chiesa cattolica è PORTARE GLI UOMINI ALL’UNIONE CON DIO ATTRAVERSO LA SALVEZZA OFFERTA DA GESÙ CON IL SUO SACRIFICIO.
I papi, nel corso della storia della chiesa, hanno espresso con forza e ripetutamente la loro opposizione all’aborto e all’eutanasia definendoli “atti gravemente immorali, crimini contro la vita umana”. Questa posizione deriva dalla dottrina cattolica che considera SACRA LA VITA UMANA DAL CONCEPIMENTO ALLA MORTE NATURALE.
Per quel che concerne le unioni omosessuali, il catechismo afferma che ” gli atti compiuti tra omosessuali sono intrinsecamente disordinati ” (CCC 2367).
Disordinati in quanto vanno contro la natura che vede la coppia formata da maschio e femmina.
Pur non condannando il peccatore che sempre è meritevole di assoluzione se pentito, la chiesa non può accettare l’unione omosessuale.
La Bibbia, sia nel nuovo che nel vecchio testamento, è ricca di contenuti in questo senso.
Il libro del” Levitico 18:22″ dice che “con un uomo non giacerai come si giace con una donna: è un abominio!” Anche san Paolo nella lettera ai Romani ( 1, 21- 32) si esprime così nei confronti delle relazioni omosessuali:
” Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento. E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati”.
Queste sono parole forti e chiare che la chiesa ha il dovere di proclamare dall’altare, alzando la voce anche se c’è la concreta possibilità di scandalizzare qualcuno.
Ci sono degli argomenti verso i quali remare contro corrente è necessario per non venire meno all’annuncio della salvezza.
Purtroppo si sentono sempre più spesso nelle chiese sermoni che virano dall’accoglienza all’inclusione senza mai un accenno al peccato e alle conseguenze mortali sull’anima.
In pochi tra i fedeli conoscono i novissimi:
morte, giudizio, paradiso, inferno, purgatorio e pochissimi sacerdoti ne parlano.
Alcune chiese si sono trasformate in centri di accoglienza per bisognosi perdendo di vista la parte fondamentale che è quella spirituale.
Ed è a quella che i sacerdoti devono tornare, alla spiritualità che è preghiera, adorazione eucaristica, santa messa, sacramento della riconciliazione. La priorità deve essere data a Dio e alla Sua volontà vivendo secondo i Suoi principi. Dio deve occupare il primo posto confidando che facendo ciò, tutto il resto verrà soddisfatto.
“Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e tutto il resto vi sarà dato in più”
Matteo 6, 33
Angela D’Alessandro
Comitato “Prolife insieme”
http://www.prolifeinsieme.it