Feb 18, 2025 | Articoli e interviste
Bibliografia
1) Come affrontare l’educazione sessuale in base all’età: la guida pratica https://demografica.adnkronos.com/giovani/come-affrontare-leducazione-sessuale-in-base-alleta-la-guida-pratica/ non riporta autore
Educazione sessuale: i pediatri SIPPS Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale spiegano quando e come parlarne con i figli. Alessandria Today 26.11.2024 https://alessandria.today/2024/11/26/educazione-sessuale-i-pediatri-sipps-spiegano-quando-e-come-parlarne-con-i-figli/
2) Fabrizio Cannone: Poster trans imposti alla materna. La Verità 11.01.2025
3) Jacopo Coghe: Lo scandalo in una scuola elementare di Modena. Notizie Pro Vita & Famiglia n.110 settembre 2022
4) Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Bundeszentrale fur Gesundhaitliche AufklarungCentro federale per l’Educazione alla Salute: Standard per l’Educazione Sessuale in Europa. Colonia 2010
5) American Psychological Association: Sexualization of Girls is Linked to Common Mental Health Problems in Girls and Women–Eating Disorders, Low Self-Esteem, and Depression. An APA Task Force Reports. 2007
https://www.apa.org/news/press/releases/2007/02/sexualizationhttps://www.apa.org/pi/women/programs/girls/report
6) Adriano Pagnin: Comportamenti e problemi psicosociali. In: Adolescenza, a cura di Francesca Severi. UTET periodici, Milano 1997
7) Katharine Anne Phillips , Dan J. Stein: Disturbo da dismorfismo corporeo .
https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/disturbi-di-salute-mentale/disturbo-ossessivo-compulsivo-e-disturbi-correlati/disturbo-da-dismorfismo-corporeo revisione completa giugno 2021
8) Accesso alle cure per incongruenza di genere: modello regionale per bambini/e e adolescenti. Una riflessione del Gruppo di Studio SIP “I Diritti dei bambini” dopo la chiusura a Londra del Centro di riferimento sull’identità di genere (Tavistock)04.08.2022 https://sip.it/2022/08/04/accesso-alle-cure-per-incongruenza-di-genere-modello-regionale-per-bambini-e-e-adolescenti/
9) Sabina Pignataro: Bambini ed adolescenti transgender: i numeri veri e le parole giuste. 15.02.2019http://www.vita.it/it/article/2019/02/15/bambini-e-adolescenti-transgender-i-numeriveri-e-le-parole-giuste/150696/ si noti che l’autrice, nonostante l’estrema debolezza dei numeri che riferisce,sostiene parimenti la necessità di incrementare gli interventi
10) di Redazione: Il fallimento dell’educazione sessuale in Inghilterra, Francia e Svezia. 23.02.2011
https://www.uccronline.it/2011/02/23/il-fallimento-delleducazione-sessuale-in-inghilterra-francia-e-svezia/
11) Antonio Brandi: Effetti negativi di educazione sessuale precoce e inappropriata. 08.03.2015 https://www.provitaefamiglia.it/blog/effetti-negativi-di-educazione-sessuale-precoce-e-inappropriata
12) Richard Poulin: Sexualisation precoce et pornographie. La Dispute, 2009 La pornografia è oggi un’industria multinazionale che genera quasi 100 miliardi di dollari all’anno, che sfrutta giovani donne, adolescenti e ragazze, e influenza profondamente la cultura e la società . L’autore ne evidenzia l’influenza sui media. in particolare riviste per donne e per adolescenti, moda, pubblicità , musica, videogiochi, cosicchè si attua l’infantilizzazione delle donne e la sessualizzazione dei minori, in particolare delle ragazze. Ciò che Richard Poulin chiama “pedofilizzazione” spiega sia il processo con cui l’industria del sesso recluta persone sempre più giovani, sia la sua immissione nel mercato con effetti spesso drammatici del consumo di pornografia su uomini, su donne e su bambini.
13) Francesca Romana Poleggi: Per amore dei nostri figli. SugarCo, Milano 2024 p.64 sgg
14) Julie Bindel: Il mito Pretty Woman. Come la lobby dell’industria del sesso ci spaccia la prostituzione. VandA edizioni, 2024
Dott. Luciano Leone
Pediatra
Comitato “ Pro-life insieme “
http://www.prolifeinsieme.it
Feb 17, 2025 | Articoli e interviste
SESSUALIZZAZIONE PRECOCE
“La sessualizzazione si verifica quando il valore di una persona deriva solo dal suo fascino o dal comportamento sessuale, con l’esclusione di altre caratteristiche, e quando una persona è sessualmente oggettivata, ad esempio, trasformata in una cosa per l’uso sessuale di un altro.
L‘imposizione inappropriata della sessualità è particolarmente rilevante per i bambini. Chiunque (ragazze, ragazzi, uomini, donne) può essere sessualizzato.” (5)
Questa definizione dell’American Psychological Association mi sembra inquadri perfettamente la volontà insita ed occulta in questi programmi di “educazione sessuale”.
E’ esperienza comune che quando incidentalmente vengano a contatto con questioni attinenti agli organi sessuali, i bambini normalmente reagiscano con l’espressione «che schifo!», una sorta di schermo protettivo naturale rispetto a eventuali approcci “scabrosi” verso i quali il piccolo tende appunto a ribellarsi. Ma la cosiddetta educazione sessuale desensibilizza il minore intavolando discussioni su argomenti sessuali, cosicché facilita l’idea di provare atti sessuali.
Una sentenza della Corte d’Appello Federale USA del 2015 riporta:«Il grooming (adescamento, tipico dei predatori sessuali) si riferisce all’insieme delle azioni intraprese deliberatamente per esporre un minore ad attività sessuali», con l’obiettivo finale di«ridurre le inibizioni del minore al fine di prepararlo all’attività sessuale».
I programmi di “educazione sessuale” attirano l’attenzione di bambini e di adolescenti sulla sessualità “, senza rispetto alcuno dei tempi e delle modalità intime, con le quali la persona in fase di crescita scoprirà in modo perfettamente singolare la sua stessa natura sessuata e potrà affrontare l’argomento nella calda calma del colloquio con i genitori, con i nonni, con i fratelli e le sorelle. Essi inculcano nelle menti di bambini e di adolescenti concetti conformi alla ideologia dei cosiddetti esperti, cosicché viene coercita o addirittura negata la libertà di scelte morali divergenti.
L’educazione sessuale di tipo statale e scolastica viene a gravare su bambini e su adolescenti profondamente diversi per molteplici connotazioni: famiglia, cultura, sviluppo puberale. La sessualizzazione precoce dei bambini prepara il disagio degli adolescenti.
Infatti le trasformazioni psico-fisiche puberali indotte dagli ormoni androgeni ed estrogeni possono causare disagio agli adolescenti, poiché solo gradualmente viene raggiunta la maturità fisica e psichica.
Tale disagio può risultare più inquietante poiché attualmente vengono proposti modelli maschili e femminili praticamente irraggiungibili, personaggi che possiedono ed incentivano canoni di bellezza, capacità comunicative, simboli di status ampiamente superiori a quelli delle persone comuni ; (6)
poiché il gruppo coetaneo di appartenenza può discriminare o addirittura bullizzare soggetti ritenuti dotati di minori attrattive oppure semplicemente in ritardo di sviluppo puberale rispetto agli altri componenti; parimenti l’adolescente può ritrovarsi svantaggiato anche all’interno della fratria;
poiché difficoltà scolastiche possono sommarsi ad altri fattori che generano insicurezza;
poiché non sempre esiste una buona e corretta comunicazione nell’ambito familiare, soprattutto quando divorzi e separazioni minano l’autorevolezza e persino la presenza delle figure parentali, o quando il genitore, cui è affidato principalmente il figlio, manifesta egli stesso la sua insicurezza intrattenendo rapporti non duraturi con persone, che entrano ed escono dal nucleo familiare già compromesso;
poiché l’adolescente viene indotto dai mezzi di comunicazione di massa e spinto dai coetanei a “provare” rapporti sessuali precoci, che risultano inevitabilmente inappaganti, essendo carenti di vero amore e di idoneità psico-fisica, cosicché egli può rimanere sconcertato e sentirsi profondamente inadeguato al suo ruolo maschile o femminile sessualmente determinato.
Tutti questi fattori favoriscono un senso di inadeguatezza, che può tradursi in atteggiamenti contraddittori rispetto ad un corpo che si sta modificando naturalmente e positivamente in senso maschile oppure femminile con i propri ritmi e con i limiti estetici, che ognuno di noi deve di norma accettare, anziché farsi condizionare da giudizi altrui, o da aspirazioni intrinseche eccessive.
Questi fattori implicano sessualizzazione e cospirano a indurre sintomi di dismorfofobia, di cui la disforia di genere rappresenta il caso limite (7), poiché coinvolge la percezione dell’intera realtà somatica e psichica. Esistono quindi adolescenti disorientati, nei quali persone ideologicamente orientate o addirittura economicamente interessate instillano la convinzione di non appartenere al sesso biologico.
Nel sito della, un tempo gloriosa, Società Italiana di Pediatria, il Gruppo“I Diritti dei bambini” (bambini con la b minuscola; Diritticon la D maiuscola) per la incongruenza di genere propone un modello regionale cioè un centro per ogni Regione (8): “in Italia dal 2005 al 2018 sono state 251 le famiglie che si sono rivolte ai centri specialistici”: si tratta di 251 casi nell’arco di 14 anni, pari a meno di 18 casi/anno. Questi 251 casi sono stati presi in carico da 8 centri, i quali hanno quindi operato mediamente su 2 casi/anno, ma due centri sono stati oberati dal sovraccarico di ben 3 casi/anno (9). Se i 18 casi/anno venissero distribuiti su 20 centri regionali, 18 centri si occuperebbero di 1 paziente; i restanti 2 centri di zero pazienti! I contribuenti Italiani ringraziano sentitamente per la proposta di ottimo uso delle tasse pagate, che, a mio modo di vedere, andrebbero ad esclusivo beneficio di carriere personali. ( Provita&famiglia numero 100,17 aprile 2023: Propaganda transgender nel sito della Società Italiana di Pediatria.)
Bambini e adolescenti hanno necessità non di interventi esogeni di psicologi, di sessuologi, di influencer, bensì di genitori più attenti e più disponibili a dedicare tempo al dialogo su ogni problema della vita, di famiglie più solide, di scuole più formative. Il primo esempio di rispetto e di corretta affettività viene dai genitori, dai nonni, dagli zii: l’essere umano apprende per imitazione: Aristotele osservava che l’imitare è connaturato agli uomini
(τὸ μιμέσθαι σύμφυτον ἀνθρώποις tò mimésthai symphyton anthròpois).
Tibullo, poeta elegiaco Latino, ci mostra il nonno intento ad insegnare a parlare al nipotino stimolandone l’imitazione, con questi graziosi versi (II 5, 93-94):
Nec taedebit avum parvo advigilare nepoti / balbaque cum puero dicere verba senem.
Né il nonno si stancherà di vegliare sul nipotino e di ripetere, lui anziano, col piccolo parole balbettate.
Si riportano soltanto due esempi. Sidney Wright, una adolescente statunitense, era stata indotta dalla frequenza internet con influencer ad avviare la cosiddetta “transizione di genere” cioè la mistificazione fenotipica dell’aspetto (è infatti impossibile modificare il patrimonio genetico) per mezzo di trattamenti ormonali. Per sua fortuna queste bombe ormonali iniziarono a causarle disturbi, cosicché confidò i suoi problemi al nonno ed insieme riuscirono a riportare Sidney ad essere una ragazza come la natura l’aveva formata.
Luka Hein, un’altra statunitense, non ha avuto la fortuna provvidenziale di avere un nonno saggio come interlocutore: all’età di 14 anni, quando i suoi genitori hanno divorziato, è rimasta disorientata ed è stata captata, o dovremmo dire plagiata, da psicologi e da medici, che l’hanno confermata in propositi del cosiddetto “cambio di sesso”, l’hanno bombardata di ormoni maschili, e all’età di appena 16 anni l’hanno sottoposta a mastectomia bilaterale. Quando la giovane donna è entrata in possesso delle sue capacità critiche, ha effettuato il faticoso percorso opposto riacquistando il suo aspetto naturale di donna. Oggi è una bellissima donna di 22 anni, con un viso ed un corpo stupendi: viene una rabbia impotente a pensare alla mutilazione che ha subito, al fatto che è stata derubata dei seni, di anni di vita serena, della possibilità di allattare un figlio.
I programmi di “educazione sessuale” scolastica, avviati fin dagli anni Cinquanta del XX secolo presso Stati come Svezia e Regno Unito, hanno fallito negli scopi dichiarati di evitare comportamenti asociali, gravidanze indesiderate, procurato aborto, malattie infettive sessualmente trasmesse: tale fallimento è noto da tempo immemorabile, ma viene opportunamente occultato. (10) (11) I programmi vengono invece accreditati spesso col solo intento di veicolare contenuti ideologici sulla contraccezione, sull’aborto, sull’omosessualità , sulla transessualità , sul nomadismo sessuale. In Svezia programmi di educazione sessuale scolastica sono stati imposti (sottolineo: imposti, il contrario della decantata democrazie) fin dal 1952: risulta forse che la Svezia abbia poi ottenuto gli idilliaci risultati derivanti dall’«iniziare presto»?. In Francia, altra patria dell’educazione sessuale scolastica, il procurato aborto è libero da 50 anni con questi brillanti risultati: 223.300 aborti nel 2021; 234.300 nel 2022; 243.623 nel 202; con un tasso di abortività di 16,8/mille donne in età fertile (nella diseducata Italia il tasso di abortività, anch’esso drammatico, è però meno di un terzo: 5,4/mille donne in età fertile). Al contrario espongono i bambini a sessualizzazione precoce, li inducono ad interessarsi alla pornografia, alla quale purtroppo internet offre facile accesso con conseguenze perniciose a qualsiasi età . (12)(13) Pornografia, prostituzione, droga sono poi strettamente collegate: il mercato della pornografia attira e sfrutta, con enormi introiti, giovani uomini e giovani donne che si prostituiscono, anche per accedere alla droga: tanti di questi infelici chiudono la loro triste esistenza col suicidio. (14)
Se proprio oggi si assiste all’incremento di varie forme di violenza (dalla predazione sessuale sui minori alla violenza sessuale sino allo stupro, dal bullismo al cyberbullismo, dal mobbing alla induzione al suicidio), la conseguenza logica è che la violenza deriva ed è incentivata proprio dal venir meno da quei sani modelli di relazioni familiari, che costituivano la normale educazione in una società ben ordinata e responsabile, che non sentiva e non aveva nessuna necessità di corsi specifici e di psicologi.
Dobbiamo anche formulare il quesito: Perché dovremmo affidare noi stessi e i nostri figli a psicologi o ad altre figure estranee? Chi li sceglie? In base a quali requisiti? In base a quali parametri di etica e di morale?
Un’ultima considerazione: Quanto costano in termini di tempo impegnato questi fallimentari e controproducenti interventi di “educazione sessuale”? Quali stipendi incassano gli operatori coinvolti? E quanto costano in termini di denaro pubblico?
( continua)
Dott. Luciano Leone
Pediatra
Comitato “ Pro-life insieme “
http://www.prolifeinsieme.it
Feb 13, 2025 | Articoli e interviste
SCUOLA MATERNA
In Ancona la direttrice di un’altra scuola materna ha democraticamente decretato che bambini e bambine indossino tutti un grembiule di eguale colore: omologazione dei due sessi.
In una scuola materna di Osimo (Ancona) le solerti maestre hanno richiesto alle famiglie che in un certo giorno i bambini venissero vestiti come bambine, e viceversa le bambine come bambini: in pratica questo travestimento è stato imposto: confusione dei due sessi.
Quali sarebbero i contenuti educativi di questi provvedimenti, tutt’altro che isolati?
SCUOLA ELEMENTARE
Masturbazione, orgasmo, preservativi e contraccezione, omosessualità e bisessualità, come si fa sesso o si resta incinta, trans, genderfluid, genderless: sono alcuni temi proposti per bambini di quinta elementare presso la scuola elementare Edmondo De Amicis di Marano sul Panaro (Modena) in base al “progetto di educazione all’affettività e alla sessualità” organizzato dallo psicologo dell’istituto. Viene riportato che i genitori dei bambini sono stati tenuti ampiamente all’oscuro dei contenuti di tale “progetto”, ovviamente finanziato con i soldi dei contribuenti. (3)
LINEE GUIDA DI OMS E DI UNESCO
Nel medesimo articolo (1) si enfatizza la corrispondenza con le linee guida di OMS e di UNESCO. Nel lunghissimo, farraginoso Standard per l’Educazione Sessuale in Europa, redatto dall’ Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute (4), effettivamente si leggono affermazioni che sembrano avallare il “gioco del dottore” per i bambini più piccoli (4 p.23), “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni (4 p.45), con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti, procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi i” per età 12-15 anni (4 p.47), immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi (4 p.48).
Degli esperti che hanno redatto queste preziose linee guida (4) non è peraltro dato conoscere nomi e qualifiche: sarebbe logico e doveroso che il Lettore fosse reso partecipe che gli esperti siano effettivamente qualificati ad esprimere importanti consigli a noi poveri profani. Nel testo figura soltanto una fotografia di gruppo, che mostra 15 donne e 5 uomini. Ma viene riportata la fattiva ed estesa partecipazione di IPPF International Planned Parenthood Federation: Planned Parenthoodè una organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare aborti, dai quali ottiene proventi miliardari. Si può tranquillamente immaginare quanto sia disinteressata la partecipazione di Planned Parenthood a queste iniziative di “educazione sessuale”. Non stupisce che si possa leggere (sia pure in altro contesto) un articolo intitolato “l’OMS fa gli interessi dei finanziatori privati“ (La Verità 26. 01. 2025).Quesito aggiuntivo riguarda i costi sostenuti dai contribuenti per la redazione di queste linee guida, quali compensi abbiano ottenuto i cosiddetti esperti.
Nel settembre 2021 Grégor Puppinck e Kouis-Marie Bonneauhanno pubblicato un rapporto dal titolo “Il finanziamento degli esperti dell’ONU in seno alle procedure speciali del Consiglio per i diritti umani” dell’ONU (UNHRC). Finanziamenti giungono dalla Ford Foundation, dalla Susan Thompson Buffet Foundation, dalla Open Society Foundation di Soros, che intreccia i suoi interessi con il Center for Women’s Global Leadership, e selezionano esperti legati agli interessi di tali Foundations.
( continua)
Dott. Luciano Leone.
Pediatra
Comitato “ Pro-life insieme “
http://www.prolifeinsieme.it
Feb 11, 2025 | Articoli e interviste
Una guida per genitori, divisa in tre parti e una quarta dedicata alla bibliografia, riferita al tema dell’educazione sessuale rivolta ai bimbi piccoli. L’autore, stimato pediatra e attento studioso, è il dott. Luciano Leone.
Immerso in un contesto storico l’essere umano è naturalmente indotto a pensare che l’ambiente che lo circonda sia sempre stato così. Ma la conoscenza della storia informa che in realtà sistemi sociali si sono succeduti sino a quelli attuali. Nell’antica Grecia l’insegnamento era di norma concepito come gratuito, e suscitò scandalo la richiesta di retribuzione da parte dei sofisti. Nell’antica Roma il maestro e poi il retore dei corsi superiori erano retribuiti. Nel Medioevo le scuole parrocchiali educavano gratuitamente i bambini di entrambi i sessi, mentre per la frequenza alle scuole superiori era necessario corrispondere un contributo.
La scuola come attualmente strutturata è invenzione recente ed ampiamente connessa allo Stato accentratore moderno, che attraverso la scuola pubblica veicola ampiamente l’ideologia di chi detiene il potere. E’ una scuola praticamente sostitutiva dei genitori e della famiglia, che per mezzo dell’asilo nido capta i figli sin dai primi mesi. I primi asili nido vennero ideati all’avvento della rivoluzione industriale(in Alsazia da Jean-Frédéric Oberlin1740-1826; in Scozia da Robert Owen 1771-1858, un industriale di idee socialiste) poiché anche le madri erano costrette a duro lavoro nell’ambito dello sfruttamento “liberale” dei ceti più poveri. Sono stati imposti dai regimi comunisti, e vengono tuttora incentivati dall’Unione Europea nella medesima ottica di riportare sbrigativamente le madri al lavoro.
Ci si dovrebbe invero interrogare quanto questi fenomeni siano conformi al benessere delle famiglie, alla libertà educativa, persino al dettato dell’art.33 della Costituzione, e quali costi anche economici comportino. Inoltre poiché “enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”, tali enti e privati avrebbero comunque il diritto di ricevere contributi pari a quelli che lo Stato spende per il singolo alunno. Una minore ingerenza dell’apparato statale e scolastico nella vita delle famiglie e la restituzione ad esse di risorse sottratte con le tasse potrebbero forse migliorare la situazione sociale?
Articolo 33 L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Articolo 34 La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
|
Un recente articolo su adnkronos a sostegno della cosiddetta “educazione sessuale” enfatizzava “Perché iniziare presto è essenziale”. Riportiamo qualche esempio di questo edificante “iniziare presto”. Sulla medesima linea di accettazione, a mio modo di vedere acritica, di linee guida dell’OMS la SIPPS , Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale.(1)
ASILI NIDO
ProFamilia, una delle più grandi Onlus tedesche per la cosiddetta “educazione sessuale”, distribuisce generosamente agli asili nido manuali di formazione che indicano il ruolo educativo del “gioco del dottore”, in cui i bambini sotto i sei anni si esaminano o si toccano a vicenda le parti del corpo nudo: così negli ultimi dieci anni il “gioco del dottore” è stato permesso e regolamentato in un numero crescente di asili nido in tutta la Germania. E temiamo che la cosa sia diffusa anche in altri Paesi progressisti, à la page.
Fin dal 2013 ProFamilia va dicendo che i bambini piccoli sono già «creature sessuali» e che i «giochi di esplorazione del corpo» attentamente controllati da adulti (sic) con regole chiare (quali sarebbero?) sono adatti a favorire uno sviluppo sano del bambino.
Anche l’asilo “cattolico” Königin Maria nel villaggio di Tennenbronn, nel Baden-Württemberg, aveva già allestito una “stanza sicura” per consentire ai bambini di intraprendere un «viaggio verso i loro corpi» sotto la supervisione di un adulto, previo consenso dei genitori, evidentemente tonti o circuiti da idonea propaganda. Un «paradiso per i pedofili» ha detto qualche giornalista di buon senso e fuori dal coro. Altre voci critiche nei confronti della sessualizzazione precoce dei bambini hanno fatto desistere l’asilo dall’impresa.
Un altro asilo nido gestito dalla Workers‘ Welfare Association di Hannover ha annunciato un programma simile: in una lettera ai genitori si diceva che i bambini giocavano comunque naturalmente al “gioco del dottore” nei bagni o nei “cespugli” (gli asili nido dispongono o no di “educatori” con tanto di laurea?), e sarebbe stato più sensato incoraggiarli a giocare con la guida di un adulto e regole fisse. Tali regole includono che «i bambini e le bambina si accarezzeranno o esamineranno l’un l’altro solo nella misura in cui loro stessi e gli altri bambini si sentono a proprio agio» e «nessun bambino metterà alcun oggetto negli orifizi corporei di un altro bambino» (evidentemente negli asili nido si tengono persino corsi di anatomia). Per fortuna, l’Ufficio della gioventù della Bassa Sassonia è intervenuto vietando questa ignobile faccenda poiché costituisce «un pericolo per il benessere dei bambini».
(Provita&Famiglia n.121 settembre 2023: Gli asili nido)
A Vienna intanto l’associazione Kinder in Wien Bambini in Vienna, che gestisce una catena di asili nido, premurosamente espone in ciascuna struttura poster con “maschi nudi transessuali”, tratti dal libro illustrato Bodies are cool I corpi sono di tendenza, con la didascalia: “Corpi nudi, vulva, pene, seni, sederi”, ovviamente “a fini di educazione sessuale” (sic). In uno di questi poster, per un tocco di pederastia, un maschio adulto obeso fa la doccia insieme con un bambino. (2)
( continua)
Dott. Luciano Leone
pediatra
Comitato “ Pro-life insieme “
http://www.prolifeinsieme.it