Dic 20, 2025 | Repliche
https://www.la-notizia.net/2025/12/17/politiche-sanitarie-e-aborto-farmacologico-donne-di-destra-nelle-marche-cambio-di-rotta-che-preoccupa/
Politiche sanitarie e aborto farmacologico, Donne di Destra: “Nelle Marche cambio di rotta che preoccupa”
Finalmente, una volta tanto, si leggono considerazioni improntate ad un certo senso della realtà. La prima scottante considerazione è che il procurato aborto uccide in utero una figlia concepita (femminicidio?) oppure un figlio concepito.
Riguardo al procurato aborto per mezzo di RU486, che viene invocato da molteplici organizzazioni abortiste, la Danco, ditta produttrice, dichiara che «meno dello 0,5%» delle madri che ricorrono alla RU486 per abortire incorrono in complicanze. A questo si riferisce la vecchia circolare, invocata dai firmatari della lettera aperta.
Chi non voglia campare nell’ignoranza dovrebbe leggere lo studio di Hall JB – Anderson RT condotto su 865.727 aborti con il mifepristone dal 2017 al 2023 per i quali sono state richieste di indennizzo alle assicurazioni (The abortion pill harms women: Insurance data reveals one in ten Patients experiences a serious adverse event. EPPC Ethic & Public Policy Center https://eppc.org/publication/stop-harming-women/) più di una madre su dieci il 10,93% che abortisce con RU486 subisce serie complicazioni: infezione (11.707 casi pari all’1,34%), sepsi (824 casi pari allo 0,10%), emorragia (28.658 casi pari al 3,31%), necessità di trasfusione (1.257 casi pari allo 0,15%), gravidanza ectopica (3.062 casi pari allo 0,35%), ricovero in ospedale correlato all’aborto (5.699 casi pari allo 0,66%), altre complicazioni peculiari dell’aborto non specificate (49.169 casi pari al 5,68%), eventi avversi cardiaci e polmonari, trombosi, anafilassi (reazione allergica grave e potenzialmente letale), pericolosi per la vita (1.956 casi pari allo 0,22%), necessità di intervento chirurgico.
Intanto, approfittando delle festività di fine anno, i sostenitori delle varie associazioni abortiste potrebbero fare una scappata a Brampton in Ontario – Canada per una visita di cortesia ai familiari di Rheanna Laderoute, l’ultima diciannovenne deceduta per aborto chimico, e spiegare loro con dovizia di particolare la bellezza e la sicurezza del procurato aborto chimico.
Si noti che gli abortisti chiamano questa modalità di aborto “aborto farmacologico”. Ma se definiamo farmaco una sostanza volta a curare una patologia, il procurato aborto per mezzo di sostanze chimiche non potrà mai essere definito “aborto farmacologico”, poiché la gravidanza è una condizione fisiologica propria della donna che ha concepito un figlio e quindi è madre. La RU486 è pertanto una sostanza chimica atta ad uccidere in utero una figlia concepita (femminicidio?) oppure un figlio concepito. La gravidanza non è una patologia, e coloro che la identificassero come patologia dovrebbero studiare per uscire dalla loro ignoranza.
D’altra parte qualsiasi procurato aborto espone la madre abortente a possibili gravi effetti avversi: emorragie, sepsi, danni anatomici a carico dell’utero, successivi aborti spontanei e parti pretermine, malattia infiammatoria pelvica, infertilità, gravidanze ectopiche, ansia e depressione, rimpianto, disturbo post-traumatico da stress, drammatico incremento di cancro della mammella a causa del Link ABC cioè il rapporto causale tra Abortion e Breast Cancer.
Le organizzazioni abortiste si assumono quindi responsabilità per quanto sopra esposto mentre invocano un inesistente diritto all’IVG cioè al procurato aborto. Leggiamo la 194/1978 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza: Art. 1. Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite.
Art. 2. I consultori familiari assistono la donna in stato di gravidanza: a) informandola sui diritti a lei spettanti in base alla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali concretamente offerti dalle strutture operanti nel territorio; b) …legislazione sul lavoro a tutela della gestante; c) attuando direttamente o proponendo … speciali interventi, quando la gravidanza o la i incolettera a); d) contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza.
Questo è esattamente quanto persone coscienti dovrebbero invocare per ogni madre, questo andrebbe richiesto, questo l’Assessore alla Sanità della Regione Marche dovrebbe attuare. Diversamente l’Assessore violerebbe la Legge e sarebbe suscettibile di azioni legali.
Per concludere lascerei la parola a due abortisti:
Silvio Viale nel maggio 2019 a La Zanzara, ha dichiarato di aver praticato diecimila aborti: “Finora nella mia carriera credo di aver praticato circa 10mila aborti. Nell’ottica degli antiabortisti sono un pluriomicida, ma non me ne frega niente Io i bambini li frullo, e non ho paura a dirlo.“
Giorgio Pardi, professore di ostetricia-ginecologia presso la Clinica Mangiagalli di Milano: insieme con Giovanbattista Candiani, fu il primo ad eseguire un’interruzione di gravidanza in Italia dopo l’introduzione della 194/1978, ma riteneva più che necessaria la presenza dei CAV Centri di Aiuto alla Vita accanto ai reparti di ostetricia. Era e rimaneva (illogicamente) a favore della 194/1978. Rilasciava tuttavia questa dichiarazione: «Sono ateo, l’ho già detto? Io non credo in Dio, non ho la grazia della fede, che vuole che le dica? Quindi scriva scriva scriva che il dottor Pardi Giorgio è ateo o, se preferisce, è un laico. E aggiunga anche che per ritenere l’aborto un omicidio non serve la fede. Basta l’osservazione. Quello è un bambino. L’aborto è un omicidio. Difendo ancora la 194, ma è soprattutto nella parte a tutela della vita che andrebbe applicata. Perché l’interruzione di gravidanza è una ferita che non si cicatrizza». https://www.tempi.it/giorgio-pardi-laborto-un-omicidio/
Se questo è il diritto, il progresso, il bene della donna…
Luciano Leone. Ancona
Vittoria Criscuolo. Varese
Manuela Ferraro. Poggibonsi ( Siena)
Enrico Tacchi. Busto Arsizio ( Varese)
Angela D’Alessandro. Bolzano
Barbara Cinti. Capriate (Bergamo)
Rita Viviani. Siena
Maria Cariati. Parma
Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
Lug 25, 2025 | Repliche
https://mujeres-libres-bologna.noblogs.org/post/2025/07/23/laborto-farmacologico-e-sicuro-basta-fake-news-degli-anti-scelta/
L’aborto farmacologico è sicuro : basta fake news degli anti-scelta!
È sempre un piacere interagire con “donne libere”, le quali democraticamente invocano un confronto sano e costruttivo scrivendo: “pretendiamo che negli spazi pubblici del comune di Bologna non vengano messi messaggi anti scelta!”.
Il primo criterio nel giudicare un’azione non è la libertà di scelta, bensì se quella azione sia morale oppure immorale, buona o cattiva, lecita oppure illecita.
Nel caso del procurato aborto chi parla o più esattamente blatera di “libertà di scelta” mette il carro davanti ai buoi, sovverte l’ordine logico del giudizio.
Soltanto quando un’azione è morale, buona, lecita subentra la “libertà di scelta”: soltanto se sono libero da altri doveri, posso scegliere se leggere un libro oppure se fare una passeggiata.
Non esiste la “libertà di scelta” di ammazzare, di violentare, di rubare, di gettare un’automobile a folle velocità. Quindi non esiste neppure “libertà di scelta” di chichessia nei confronti del nascituro.
Mujeres libres scrivono: “la RU486 è sicura ed efficace, lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità”: quanto siano scientificamente fondate e veritiere molte posizioni dell’OMS è stato ampiamente sperimentato anche durante la pandemia Covid.
“Dati recenti della letteratura scientifica (BMJ 2025; 388: e082801) sugli effetti collaterali già della contraccezione ormonale ordinaria (non d’emergenza) rivelano un rischio doppio di ictus ischemico e di infarto del miocardio per le donne che hanno assunto pillole estrogeno-progestiniche, mentre per le pillole a base di solo progestinico il rischio aumenta di 1,5 volte. Per l’anello vaginale combinato il rischio di trombosi arteriosa è maggiore: 2,4 volte per l’ictus ischemico e 3,8 volte per l’infarto miocardico. Per il cerotto transdermico contraccettivo il rischio per l’ischemia cerebrale è 3,4 volte aumentato; per l’impianto sottocutaneo a base di solo progestinico il rischio di ictus è 2,1 volte maggiore e circa 3 volte superiore per l’infarto miocardico.
Per la pillola del giorno dopo che ha un dosaggio di progestinico (Levonorgestrel LNG 1,5 mg) 10 volte superiore a quello contenuto in una classica pillola estroprogestinica, conosciamo gli effetti collaterali immediati (nausea, vomito, mal di testa, dolore addominale, perdite di sangue, alterazioni del ciclo mestruale, tensione mammaria, vertigini) che possono durare alcuni giorni. Non sono stati ancora prodotti studi che valutino gli effetti a distanza sulla salute delle donne che hanno assunto una o più volte questo stesso farmaco, come invece meriterebbero di essere fatti.”
“Un effetto collaterale importante dell’UPA è quello epatotossico.
Nel 2018 il PRAC dell’EMA ha bloccato la dispensazione del farmaco Esmya contenente 5 mg di Ulipristal acetato (un dosaggio dell’UPA 6 volte inferiore a quello della pillola ellaOne) per potenziale grave danno epatico in donne che lo assumevano per problemi di fibromatosi uterina. Pur in presenza di questo documentato effetto epatotossico, non è stata presa nessuna precauzione nella vendita di questa «pillola dei 5 giorni dopo», anche a donne minorenni e senza prescrizione medica.
Nel foglietto illustrativo viene soltanto scritto: «ellaOne non va utilizzato come contraccettivo regolare»; tra le avvertenze, è inclusa quella di rivolgersi al medico «se soffre di una malattia del fegato». È stato giustamente rilevato come la vendita senza prescrizione medica di ellaOne per l’uso come pillola post-coitale, in seguito a somministrazioni ripetute, potrebbe facilmente portare ad una assunzione del farmaco oltre la quantità ritenuta potenziale causa dei gravi danni epatici che hanno motivato il ritiro del farmaco Esmya (Mozzanega, 2020).”
“Strategie di vendite per motivi economici
Non considerare queste conoscenze scientifiche sulle pillole post-coitali, finalizzando tutta la loro promozione e la diffusione più ampia e senza controllo sanitario – viene anche auspicata dagli autori la vendita senza ricetta medica alle minorenni anche della pillola del giorno dopo – allo scopo di “ridurre le gravidanze indesiderate tra le persone che non vivono in coppia, per lo più utilizzatrici di preservativi e/o esposte al rischio di rapporti sessuali non protetti”, significa disprezzare la salute delle donne, favorire un costume sessuale che deprime la dignità della persona, resa incapace di scelte responsabili in una dimensione della vita così fondamentale, quale quella sessuale.
Tutto questo per l’evidente e spudorato interesse economico delle case farmaceutiche che producono questa tipologia di prodotti; gli autori infatti, parlano di “strategie di vendite e disseminazione delle ECP”!” (estratto da https://prolifeinsieme.it/?s=Virgolino&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes)
Mujeres libres scrivono: “L’aborto è cura”. La cura è necessaria contro una patologia. Desidererei sapere: Di che cosa il procurato aborto sarebbe cura? La gravidanza è una patologia? L’OMS ha classificato la gravidanza come patologia? Un bambino concepito è una patologia?
A questo punto sono d’accordo con quest’unica affermazione di Mujeres libres: nel mondo “la capacità critica è già fortemente compromessa”: ma non la capacità critica e scientificamente ben fondata di coloro che si oppongono al procurato aborto.
Giorgio Pardi, professore di ostetricia-ginecologia presso la Clinica Mangiagalli di Milano: insieme con Giovanbattista Candiani, fu il primo ad eseguire un’interruzione di gravidanza in Italia dopo l’introduzione della 194/1978, ma riteneva più che necessaria la presenza dei CAV Centri di Aiuto alla Vita accanto ai reparti di ostetricia. Era e rimaneva (illogicamente) a favore della 194/1978. Rilasciava tuttavia questa dichiarazione: «Sono ateo, l’ho già detto? Io non credo in Dio, non ho la grazia della fede, che vuole che le dica? Quindi scriva scriva scriva che il dottor Pardi Giorgio è ateo o, se preferisce, è un laico. E aggiunga anche che per ritenere l’aborto un omicidio non serve la fede. Basta l’osservazione. Quello è un bambino. L’aborto è un omicidio. Difendo ancora la 194, ma è soprattutto nella parte a tutela della vita che andrebbe applicata. Perché l’interruzione di gravidanza è una ferita che non si cicatrizza». https://www.tempi.it/giorgio-pardi-laborto-un-omicidio/
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
Dic 19, 2024 | Repliche
Egregio Direttore,
Leggo sulla sua testata un articolo e da medico le chiedo di poter intervenire. https://news-town.it/2024/12/16/affari-pubblici/ginecologia-san-salvatore-solo-3-medici-su-13-non-obiettori-di-coscienza/
Lamentare, da parte dei consiglieri politici, la sospensione del servizio di distribuzione della pillola abortiva RU-486, significa non essere ben informati. Occorre infatti che costoro sappiano e ricordino che l’aborto farmacologico presenta una frequenza di complicanze da 3 a 7 volte superiori rispetto all’aborto chirurgico, che comprendono emorragie, infezioni, etc. fino alla morte materna.
(https://osservatorioaborto.it/i-costi-della-legge-sullaborto-e-gli-effetti-sulla-salute-delle-donne/)
Complicanze che aumentano con l’avanzare delle settimane di gravidanza.
In particolare, il mancato o incompleto aborto aumenta con l’età gestazionale, rappresentando il 5% dei casi nelle gravidanze di 8-9 settimane.
https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-salute-delle-donne/pianificazione-familiare/aborto
Ovviamente poi, l’aborto chirurgico è praticamente indolore sul piano fisico, con una procedura che si completa in poche ore, mentre l’aborto farmacologico è doloroso e dura alcuni giorni.
Pertanto, optare per l’aborto farmacologico richiede una organizzazione e una capacità di seguire la donna superiori a quelle richieste per l’aborto chirurgico, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare.
Inoltre, poiché la procedura non è immediata e la donna potrebbe trovarsi a dover raccogliere in autonomia i resti abortivi (cioè il corpicino dell’ embrione), nel caso di aborto farmacologico bisognerebbe sempre spiegare alla donna almeno altre due cose :
1. che fino all’assunzione della seconda pillola (la prostaglandina) può esercitare la facoltà di ripensamento e provare a salvare il bambino assumendo adeguate dosi di progesterone;
2. che il materiale abortivo contenente i resti dell’embrione, più o meno grande e visibile a seconda dell’epoca gestazionale, può essere raccolto e avviato a inumazione al cimitero, eventualmente passando per il servizio sanitario che ha seguito la donna per la procedura.
3. che la donna soffre per decenni di sindrome post abortiva, come confermano gli psicologi che intervengono per aiutarla a elaborare il lutto, ma come testimoniano anche i sacerdoti che accolgono le confessioni reiterate di chi non riesce a perdonarsi per l’aborto commesso anni e anni prima.
Per tutte queste ragioni, conviene pensare alla donna non come a un automa cui si può propinare qualsiasi veleno ( in America la RU era nota come “ kill pill” per l’alto numero di decessi che ha causato, come anche in Italia, anche se non se ne parla) ma come a essere prezioso che può scegliere di valorizzare la maternità e portare avanti una gravidanza, anche se si presenta inaspettata.
Grazie dell’ascolto
Per “Pro Life Insieme”
Dott. Roberto Festa
medico di base
Ago 21, 2026 | Repliche
Egregio Direttore,
Mi consenta di commentare l’articolo pubblicato su La Verità il 15 agosto: Luca Bernardo: “L’educazione dei bambini, oltre l’azzurro e il rosa”.
Il 15 agosto a p.12 Maddalena Loy documenta e scrive: “velato il business dei baby trans: «Creano pazienti perpetui per soldi»”. A p.21 Luca Bernardo riprende il tema del suo art “La disforia non sia il campo di guerra tra tifoserie”, e scrive “L’educazione dei bambini, oltre l’azzurro e il rosa”: “l’educazione di genere” permetterebbe “a ogni bambina e ad ogni bambino di sviluppare il proprio potenziale umano, liberi da gabbie sociali e stereotipi stratificati nei secoli.”
In epoche passate, quando erano chiare a tutti le responsabilità sociali, la storia annovera grandi personaggi quali Matilde di Canossa, Eleonora d’Aquitania, Elisabetta d’Ungheria, Maria Tudor, quest’ultima calunniata dai protestanti con l’appellativo di “sanguinaria”, che invece si addice perfettamente alla sorellastra Elisabetta massacratrice di Cattolici in Inghilterra e in Irlanda.
Oggi Sanchez, Macron, Zelensky, von der Leyen, Mogherini, Lorenzini, Lagarde sono egualmente assurti (purtroppo) a posizioni di potere indipendentemente dall’essere uomini e donne.
Sarebbe interessante sapere che cosa il Prof. Bernardo intenda con “educazione di genere” e con “gabbie sociali e stereotipi stratificati nei secoli”: aderisce egli alla ideologia gender di Judith Butler e all’ideologia queer della sociologa bolognese De Lauretis? San Camillo de Lellis approverebbe questi atteggiamenti del Direttore del Dipartimento Pediatrico del Fatebenefratelli Milano?
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
http://www.prolifeinsieme.it
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Nell’art “La disforia non sia il campo di guerra tra tifoserie” il Prof. Luca Bernardo scrive: “Il ruolo dei clinici oggi … sarebbe quello di accompagnare l’adolescente nell’esplorazione di sé. L’attivazione di protocolli come le carriere alias … potrebbe rappresentare per molti studenti un argine contro il drop-out scolastico e il bullismo?”
La diagnosi di disforia di genere viene attualmente spesso frettolosamente posta senza adeguata indagine delle numerose comorbilità, che possono esprimersi anche con disorientamento riguardo alla realtà sessuale geneticamente determinata. I social che bombardano bambini ed adolescenti, sono ampiamente responsabili di distorcere la fisiologica percezione che la persona ha di sé.
La carriera alias costituisce riconoscimento della disforia di genere e rinforza quindi il soggetto nella percezione distorta rispetto allal sua realtà sessuale. Sul disagio di alcuni bambini e adolescenti crescono i profitti di ditte produttrici di ormoni, di medici psicologi e psicoterapeuti. Il Gruppo di lavoro “I Diritti dei bambini” (Diritti maiuscolo, bambini minuscolo) della Società Italiana di Pediatria invoca un centro regionale per la incongruenza di genere avendo registrato 251 casi nell’arco di 14 anni, pari a meno di 18 casi/anno. (1) Se i 18 casi/anno venissero distribuiti su 20 centri regionali, 18 centri si occuperebbero di 1 paziente; i restanti 2 centri di zero pazienti! A spese ovviamente dei contribuenti Italiani.
Maddalena Mosconi, psicoterapeuta del Saifip Servizio di Adeguamento tra Identità Fisica e Identità Psichica di Roma, afferma che “molti adolescenti che inizialmente vogliono effettuare un percorso di transizione FtoM (da femmina a maschio), ma poi durante il percorso psicologico si spostano verso una maggiore fluidità”. (2) Magnifico risultato di incremento della confusione mentale, con la quale questi adolescenti si presentano in cerca di aiuto.
Il “cambio di sesso” non può modificare la genetica 46,XY dell’uomo e 46,XX della donna, può soltanto sfigurare l’aspetto esteriore per mezzo di bombe ormonali e di mutilazioni chirurgiche; genera però una platea di pazienti cronici clienti dei sopra citati.
Il Prof. Luca Bernardo sa perfettamente che l’ideologia gender, che pretenderebbe offrire una giustificazione “scientifica” ai fenomeni LGBTQ+, è stata inventata da Judith Butler, laureata in filosofia, e dalla sociologa bolognese Teresa De Lauretis. Entrambe avulse da qualsiasi nozione di medicina.
Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
Bibliografia minima:
1) Accesso alle cure per incongruenza di genere: modello regionale per bambini/e e adolescenti. Una riflessione del Gruppo di Studio SIP “I Diritti dei bambini” dopo la chiusura a Londra del Centro di riferimento sull’identità di genere (Tavistock) 04.08.2022 https://sip.it/2022/08/04/accesso-alle-cure-per-incongruenza-di-genere-modello-regionale-per-bambini-e-e-adolescenti/
2) Sabina Pignataro: Bambini ed adolescenti transgender: i numeri veri e le parole giuste. 15.02.2019http://www.vita.it/it/article/2019/02/15/bambini-e-adolescenti-transgender-i-numeriveri-e-le-parole-giuste/150696/
Nei numeri 101 e 119 di Notizie ProVita&Famiglia ampia documentazione degli interessi che incentivano e speculano sulla disforia di genere.
Ago 20, 2026 | Articoli e interviste
Il 24 settembre il Vescovo Fulton Sheen sarà beatificato nella diocesi di Saint Louis ( Missouri) https://www.vaticannews.va/en/vatican-city/news/2026-03/fulton-sheen-to-be-beatified-in-st-louis-on-24-september.html.
Grande predicatore, noto anche per il suo stile vibrante alla radio e in televisione, ha scritto molto anche in merito all’aborto.
Cos’è l’Adozione Spirituale?
https://diolc.org/social-concerns/respect-life/spiritual-adoption/ ( traduzione del testo originale)
L’Adozione Spirituale è un’opportunità per intercedere a favore di un bambino in pericolo di aborto che forse non ha nessuno che preghi per lui, “affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). Anche se questo bambino resterà sconosciuto al suo “genitore spirituale”, Dio conosce ciascuno di loro. Molte persone trovano utile dare un nome al loro bambino spirituale per rimanere concentrate nella preghiera.
Il vescovo Fulton Sheen ha promosso questa adozione con la seguente preghiera:
Gesù, Maria e Giuseppe,
vi amo molto.
Vi prego di salvare la vita del bambino non ancora nato
che ho adottato spiritualmente
e che è in pericolo
di aborto.
Maria, nostra Madre in Cielo,
pregate per noi
e specialmente per i vostri piccoli
in pericolo di aborto!
Cos’è un Programma di Adozione Spirituale?
Sebbene chiunque possa pregare per i non nati in qualsiasi momento, un programma di adozione spirituale è un’iniziativa a livello di parrocchia, di catechesi o di scuola in cui i partecipanti si impegnano a pregare per nove mesi per un bambino in pericolo di aborto. Molti iniziano all’Annunciazione (25 marzo) e proseguono fino alla Natività del Signore (25 dicembre). Altri programmi durano i 9 mesi dell’anno scolastico. Altri ancora scelgono i tempi che meglio si adattano alla propria parrocchia.
Durante questo periodo, i partecipanti imparano a conoscere la crescita e lo sviluppo dei bambini nel grembo materno. I poster sullo sviluppo fetale sono utili per educare i partecipanti. Inoltre, si possono offrire spille “Precious Feet” o modelli fetali. Vedere la sezione risorse più sotto.
Alla fine del programma, molti organizzano un “baby shower” con oggetti o denaro donati da destinare ai centri di assistenza alla gravidanza locali o ad altre opere di carità che si prendono cura dei bambini e delle loro madri.
Dove posso trovare le risorse?
Sono disponibili per il download le seguenti risorse:
• Un foglio informativo con istruzioni generali su come condurre il programma nella propria parrocchia o scuola.
• Schede di impegno (pledge cards)
• Schede di preghiera per bambini delle elementari (più piccoli e più grandi)
• Esempi di annunci per il bollettino con foto a colori o con grafica semplice
• Biglietti di ringraziamento
(…)
• Si possono ordinare schede di preghiera da SpiritualAdoption.org, che fornisce anche materiali per il programma.
Preghiere di Adozione Spirituale
Adozione Spirituale del bambino non nato di Mons. Fulton Sheen
Gesù, Maria e Giuseppe,
vi amo molto.
Vi prego di salvare la vita del bambino non ancora nato
che ho adottato spiritualmente
e che è in pericolo
di aborto.
Maria, nostra Madre in Cielo,
pregate per noi
e specialmente per i vostri piccoli
in pericolo di aborto!
“Adozione Spirituale” di una clinica abortiva di Padre Frank Pavone
Padre, ogni vita è sotto la Tua cura.
Ci hai affidati gli uni agli altri,
perché possiamo mostrare ai nostri fratelli e sorelle
lo stesso amore che Tu hai per noi.
Preghiamo, dunque, per i più piccoli tra noi,
i bambini nel grembo materno.
Proteggili dalla violenza dell’aborto.
Preghiamo per coloro che sono destinati a morire a [inserire il nome della clinica abortiva]
Salvali dalla morte.
Dona nuova speranza ai loro genitori,
affinché si allontanino dall’atto disperato dell’aborto.
Concedi la conversione all’abortista e al personale.
Mostraci come rispondere allo spargimento di sangue in mezzo a noi,
e guidaci al giorno in cui questo luogo di morte
sarà trasformato in un rifugio di vita.
Custodiscici con la Tua gioia e la Tua pace,
perché in Te la vita è vittoriosa.
Te lo chiediamo nel nome di Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.
L’atto dell’adozione spirituale di un bimbo a rischio di aborto è possibile anche così : https://www.vitavarese.org/adozione-spirituale-di-un-bimbo-a-rischio-aborto/
Vittoria Criscuolo. Vicepresidente Comitato Pro-life insieme
http://www.prolifeinsieme.it