Gen 2, 2026 | Repliche
Egregio Direttore,
Scrivo in merito all’articolo della dott. Radavelli https://www.ilponte.com/educazione-sessuale-tra-scuola-e-tabu/
per esprimere il mio totale dissenso sul ddl educazione sessuale a scuola (con o senza consenso dei genitori). Da docente di Liceo ho assistito in passato ad iniziative del genere nelle varie scuole dove ho svolto la mia professione e ne ho ricavato una convinzione ormai chiara: nella migliore delle ipotesi questi corsi sono inutili, nella peggiore sono un “ cavallo di Troia” per trasmettere nozioni ideologizzate volte a destabilizzare la famiglia.
Ho sentito esponenti di realtà gay smitizzare i “ rapporti occasionali”, valorizzando tutti i tipi di “ famiglie”, ho visto “ esperti” spiegare praticamente a bimbi di prima media come si indossa un preservativo, senza che i genitori fossero informati non dei contenuti bensì dei valori e dei principi sottesi agli interventi degli esterni.
Non cambierebbe molto se a tenere i corsi sono i docenti: l’educazione non è mai un fatto neutrale, ognuno porta con sé il proprio vissuto, il proprio credo, le posizioni personali e ideologiche, basta una parola, un termine per spostare un concetto apparentemente innocuo. Farò un esempio: se ai ragazzi io spiego che “ un rapporto sessuale in fase fertile di un ciclo femminile può esitare in gravidanza “ esprimo un concetto che non si presta ad interpretazioni ambigue o orientate. Ma se dico “ avere un rapporto sessuale in fase fertile può essere rischioso perché la donna può restare incinta” , implicitamente induco a credere che il bimbo frutto del rapporto sia un rischio, quindi un pericolo, quindi un nemico del quale poi posso liberarmi per evitare guai.
L’esperienza dei Paesi nordici in materia è illuminante: corsi di educazione sessuale a scuola già in tenera età hanno determinato tassi altissimi di bullismo, aborti, mancanza di rispetto tra generi. La Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. I tassi di violenza sulle donne più alti si registrano nei Paesi cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. https://prolifeinsieme.it/?s=Corsi+ed.sessuale&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes
Ben altro sarebbe stato organizzare momenti formativi per genitori che si rivolgano poi ai figli! Non serve infatti avere nozioni da tuttologi per spiegare cosa sia l’amore e quale il valore della relazione tra uomo e donna.
Se proprio si vogliano introdurre i corsi di educazione sessuale a scuola ( sottraendo così ore all’acquisizione di contenuti delle discipline curricolari) risulta un dovere morale ottenere il consenso informato, che garantisca ai genitori di non ritrovarsi poi figli resi edotti su temi in contrasto con la linea educativa propria della famiglia stessa: sarebbe una forma di “ esproprio silenzioso” dei diritti educativi dei genitori, come sanciti dall’articolo 30 della Costituzione.
Il rispetto si può trasmettere a scuola grazie alla nostra meravigliosa letteratura, autori come Dante, Petrarca, Manzoni ( solo per citare i nostri italiani) hanno offerto pagine sulla donna, sull’amore, sulla famiglia, illuminanti per costruire una mentalità rispettosa e accogliente dell’altro/a. Ai docenti lasciamo svolgere la propria splendida professione, già oberati da ore di impegni non carichiamoli di incombenze che esulino da quanto acquisito in anni di studio, dedicati per svolgere al meglio il ruolo che loro compete.
Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente del Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
https://www.orizzontescuola.it/no-alleducazione-sessuale-a-scuola-con-o-senza-consenso-dei-genitori-lettera/
Nov 20, 2025 | Repliche
Egregio Direttore,
Chiedo cortesemente diritto di replica all’articolo https://edunews24.it/scuola/educazione-sessuale-a-scuola-fra-consenso-ideologia-e-il-ritorno-al-timore-di-manzoni
Educazione sessuale a scuola: fra consenso, ideologia e il ritorno al “timore di Manzoni”
Un intervento assai articolato riguardo alla questione dell’educazione sessuale scolastica, offre molteplici interessanti spunti. Affiderei la prima risposta sul valore dell’educazione sessuale scolastica alla testimonianza spontanea di Lily Allen, nata il 02.05.1985, e di Miquita Oliver nata il 25.04.1984, conduttrici inglesi del podcast Miss me? di BBC Audio, le quali hanno certamente goduto della citata «educazione sessuale ed affettiva». Nel corso del programma radiofonico Lily Allen ha candidamente rivelato: “Restavo incinta di continuo, di continuo. Ho avuto diversi aborti, ma poi non ricordo esattamente quanti. Non ricordo. Direi quattro o cinque”, e la conduttrice Miquita Oliver ha condiviso la propria esperienza con un tono altrettanto sincero: “Anch’io ne ho avuti circa cinque! Lily, sono così felice di poterlo dire e di poterlo dire anche tu, e nessuno è venuto a criticarci, senza alcun giudizio. Abbiamo avuto più o meno la stessa quantità di aborti”. L’autentica classe di queste due fa decisamente sfigurare l’affermazione di Gilda Sportiello, che si è vantata di appena un solo procurato aborto, a dimostrazione di quanto l’«educazione sessuale ed affettiva» britannica superi gloriosamente l’ignoranza mediterranea.
In Vanity Fair https://www.vanityfair.it/article/lily-allen-non-ricordo-quanti-aborti-subito-penso-quattro-cinque-rimanevo-incintsempre Lily Allen rivela un dato interessante: “I miei genitori erano abbastanza assenti quando ero piccola. Questa cosa ha lasciato delle brutte cicatrici.” Ecco un fatto che rafforza la raccomandazione che siano i genitori e le famiglie a dialogare con i figli in maniera delicata e costruttiva su questi temi così delicati ed importanti per la vita. In realtà la Costituzione art.30 prescrive: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.” E giustamente Savino Grimaldi riporta: “laddove il consenso informato è necessario, le adesioni alle attività di educazione sessuale si ridimensionano notevolmente, specie in contesti dove permangono forti diffidenze culturali e sociali”. E’ d’altra parte ovvio che non possa e sussistere unità di vedute tra concezioni diverse: chi dovrebbe tenere queste famigerate lezioni di “educazione sessuale scolastica”? Attivisti LGBTQ+, che già in più occasioni sono stati introdotti in alcune scuole all’insaputa delle famiglie? Un Cattolico strettamente monogamo? Un protestante divorzista? Un islamico poligamo, che tuttora impone a moglie e figlie chador o burqa?
L’educazione sessuale scolastica “modello CSE – Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica)” dell’ONU ovvero le “raccomandazioni internazionali”di OMS e di UNESCO e del BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute https://whocc.bioeg.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/BZgA_GuidanceImplementation_Italian.pdf riportano: “gioco del dottore” per i bambini più piccoli, “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni, con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti; procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi i” per età 12-15 anni;, immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi. In altri termini si promuove la sessualizzazione precoce, che espone bambini ed adolescenti a grooming (adescamento) e ad ogni altra esperienza negativa. Anche Luciana Castellina, fondatrice del comunistissimo Manifesto, si è dichiarata contraria all’educazione sessuale scolastica! https://www.tempi.it/castellina-contraria-educazione-sessuale-scuola/
Degli esperti che hanno redatto queste preziose linee guida non è peraltro dato conoscere nomi e qualifiche: sarebbe logico e doveroso che il Lettore fosse reso partecipe che gli esperti siano effettivamente qualificati ad esprimere importanti consigli a noi poveri profani. Nel testo figura soltanto una fotografia di gruppo, che mostra 15 donne e 5 uomini. Ma viene riportata la fattiva ed estesa partecipazione di IPPF International Planned Parenthood Federation: Planned Parenthood è una organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare aborti, dai quali ottiene proventi miliardari. Si può tranquillamente immaginare quanto sia disinteressata la partecipazione di Planned Parenthood a queste iniziative di “educazione sessuale”.
La IPPF International così come la Durex dei preservativi hanno interesse a diffondere pratiche sessuali, dalle quali derivano cospicui introiti, promuovono una “educazione sessuale e all’affettività“ a loro uso e consumo. E’ manifesto il conflitto d’interessi tra queste industrie e le famiglie, che dovrebbero invece essere sensibilizzate al dialogo con i propri figli, come specificatamente indicato dalla Costituzione art.30: “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.” Le famiglie hanno interesse ad una vita serena ed alla vera educazione dei figli, che deve quindi svolgersi nella calda intimità domestica. Organizzazioni e categorie di ogni tipo, invece, lucrano soldi sottratti alle famiglie per inventarsi “esperti” di educazione sessuale.
Il fallimento della “educazione sessuale e all’affettività” scolastica si può toccare con mano osservando la realtà sperimentata presso i Paesi dove essa è stata imposta da più di 70 anni. Essa espone i bambini a sessualizzazione precoce, li induce ad interessarsi alla pornografia, alla quale purtroppo internet offre facile accesso con conseguenze perniciose a qualsiasi età. Pornografia, prostituzione, droga sono poi strettamente collegate: il mercato della pornografia attira e sfrutta, con enormi introiti, giovani uomini e giovani donne che si prostituiscono, anche per accedere alla droga: tanti di questi infelici chiudono la loro triste esistenza col suicidio. Psicologi e pedagogisti e persino ditte fabbricanti preservativi che invocano e promuovono questa nuova materia scolastica, agiscono manifestamente per i loro peculiari interessi, non certo per il bene degli alunni.
Il CSE, la cosiddetta educazione sessuale scolastica non hanno effetto preventivo, bensì incentivano malattie sessualmente trasmesse, procurato aborto.
Il tasso di abortività in Svezia è tra i più alti in Europa, spesso superiore al 20%. Questo significa che circa il 20% delle donne svedesi tra i 15 e i 44 anni intraprendono un’interruzione di gravidanza.
In Francia, altra patria dell’educazione sessuale scolastica, il procurato aborto è libero da 50 anni con questi brillanti risultati: 223.300 aborti nel 2021; 234.300 nel 2022; 243.623 nel 2023; con un tasso di abortività di 16,8/mille donne in età fertile (nella diseducata Italia il tasso di abortività, anch’esso drammatico, è però meno di un terzo: 5,4/mille donne in età fertile).
Siamo perfettamente d’accordo che la realtà sperimentata presso altre nazioni europee è questa: Svezia e Francia da 70 anni “democraticamente impongono” l’educazione sessuale nelle scuole. La Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. I tassi di violenza sulle donne più alti si registrano nei Paesi cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali spetta alla avanzatissima Emilia Romagna. Messi di fronte al fallimento della “educazione sessuale” scolastica politici, sociologi, psicologi hanno inventato il Paradosso Nordico. In altri termini il mito della “educazione sessuale” scolastica deve rimanere intatto, mentre la realtà si ribella a questi “apprendisti stregoni”. (1) (2) (3) (4)
Non si tratta quindi di un “Paradosso”, bensì è la diretta conseguenza della sessualizzazione precoce, indotta dalla martellante pubblicità riguardo alla componente sessuata della personalità, pubblicità che si intende estendere all’interno della scuola.
I dati Eures riportano che i femminicidi di donne non italiane sono passati da 17 nel 2023 a 24 nel 2024 (+ 24%) senza che le femministe si indignassero. E’ parimenti noto che le violenze sessuali perpetrate da stranieri presenti in Italia coprono oltre il 30% dell’increscioso totale, pur essendo gli stranieri circa 6milioni. Spesso, al capodanno a Milano ed al concertone di Roma adesso, questi stupri sono organizzati in base allo schema della taharrush gamea: il gruppo degli stupratori circonda ed isola la vittima. Ma anche qui dalle femministe si ode un silenzio di tomba.
Quanto all’altro mantra del patriarcato guardiamo in faccia alla realtà: nelle scuole esiste un dilagante predominio di maestre ed insegnanti donne che giustamente ragionano da donne a beneficio delle alunne, con detrimento degli alunni, i quali non trovano un interlocutore maschile, un modello maschile. La stessa Unione Europea vede lo strapotere di donne come Angela Merkel, Ursula von der Leyen, Kaja Kallas. Ci sono peraltro donne apprezzabilissime anche nei parlamenti europeo ed italiano: Silvia Sardone, Giorgia Latini, Francesca Donato. Il capo del governo in Italia è Giorgia Meloni. Dove sarebbe annidato questo terribile patriarcato?
Il patriarcato non c’entra con i femminicidi, perché è finito nel Settecento. La causa va ricercata nella famiglia, in particolare nelle donne, che avendo scelto di essere manager, lasciano soli i ragazzi a scaldarsi il pranzo nel microonde o a mangiare al McDondald’s. La madre è insostituibile.
Ci tolgono le identità e non esistono più il maschile e il femminile, ma la madre non può essere sostituita da una teoria. Eliminando il genere si elimina la diversità e non la si accetta. Questo ci porta ad una anticipazione delle tappe evolutive e alla precocità sessuale facendoci somigliare sempre più ai Paesi meno progrediti e rendendoci uguali ai musulmani.
Vera Slepoj, psicologa e scrittrice, ad un convegno sul tema “Educare all’affettività”
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it
1) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html
2) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
3) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020
4) Sessualizzazione precoce e grooming o ed.sessuale? 11.02.2025 https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes
Nov 19, 2025 | Repliche
https://www.marcelloveneziani.com/articoli/la-retromarcia-sul-sesso-a-scuola/?fbclid=IwdGRjcAOC4mxjbGNrA4LhkmV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHgesU6oBU8WdFrXBYi51U-k6qxmkRrgcE0XCccoB4qlbu6WzKI41I4Z5f1k6_aem_6lsJjpCOHLV_S6LnB9iztA
Da docente condivido ogni virgola di quanto scritto dal Dott. Veneziani, pur non entrando nel merito delle osservazioni politiche. Nel corso della mia esperienza nella scuola ho constatato quanto, nella migliore delle ipotesi, i corsi di educazione sessuale siano inutili, mentre nella maggior parte dei casi, risultino pericolosi, per la loro impostazione totalmente ideologizzata: tra le cause sicuramente c’è l’accondiscendenza di dirigenti e docenti a iniziative facilmente riconducibili alla sinistra, in una sorta di complesso di inferiorità che purtroppo alberga nella nostra società tra credenti, cattolici, persone impegnate culturalmente. Sono ormai ben noti a chi abbia esperienza delle tematiche sessuali gli effetti devastanti delle iniziative legate alla affettività nei Paesi scandinavi, il cosiddetto “ paradosso nordico”, per cui i numeri di aborti, stupri, aggressioni e bullismo hanno raggiunto cifre da capogiro. Eppure l’obiettivo era ricostruire una visione dell’umano compatibile con il rispetto a tutti dovuto. Finché non si capirà che va rifondata la famiglia, che vanno aiutati i genitori a riappropriarsi del proprio ruolo di educatori, assisteremo al declino impotenti , indipendentemente dal Governo in carica.
Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente Comitato “ Pro-life insieme “
http://www.prolifeinsieme.it
Ott 27, 2025 | Repliche
https://www.scuolainforma.news/educazione-sessuale-a-scuola-critiche-alla-censura-di-valditara-negli-anni-70-il-ministero-autorizzava-corsi-per-alunni-genitori-e-docenti/
Educazione sessuale a scuola, critiche alla ‘censura’ di Valditara: negli anni ’70 il Ministero autorizzava corsi per alunni, genitori e docenti
Direi che riproporre un caso ed una sentenza degli anni settanta abbia scarsa attinenza con la situazione attuale, caratterizzata dal dilagare di ideologie assurde ed aberranti, che vengono spesso proposte come verità scientifiche.
1) Il “modello CSE – Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica)” dell’ONU ovvero le “raccomandazioni internazionali”di OMS e di UNESCO e del BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute https://whocc.bioeg.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/BZgA_GuidanceImplementation_Italian.pdf riportano: “gioco del dottore” per i bambini più piccoli, “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni, con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti; procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi i” per età 12-15 anni;, immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi. In altri termini si promuove la sessualizzazione precoce, che espone bambini ed adolescenti a grooming (adescamento) e ad ogni altra esperienza negativa.
Il documento non reca nomi e qualifiche dei 20 autori (15 donne e 5 uomini) che figurano in una fotografia), riporta però la fattiva ed estesa partecipazione di IPPF International Planned Parenthood Federation: Planned Parenthood, organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare aborti e nel promuovere il cosiddetto “cambio di sesso” (impossibile biologicamente), dai quali ottiene proventi miliardari. Nel settembre 2021 Grégor Puppinck e Kouis-Marie Bonneau hanno pubblicato un rapporto dal titolo “Il finanziamento degli esperti dell’ONU in seno alle procedure speciali del Consiglio per i diritti umani” dell’ONU (UNHRC). Finanziamenti giungono dalla Ford Foundation, dalla Susan Thompson Buffet Foundation, dalla Open Society Foundation di Soros, che intreccia i suoi interessi con il Center for Women’s Global Leadership, e selezionano esperti legati agli interessi di tali Foundations.
Si fa pubblicità alla doppia contraccezione: la femminuccia deve assumere la pillola anticoncezionale e pretendere che il ragazzo usi il preservativo. Non soltanto si riduce la cosiddetta educazione sessuale non alla costruzione responsabile di rapporti rispettosi di sé e dell’altra persona, bensì alla disinvolta fruizione di rapporti sessuali anche in età precoci o precocissime, cosicché più facilmente si verificano nell’animo degli adolescenti sentimenti di insufficienza e di disorientamento, si spingono cioè questi adolescenti verso la disforia di genere.
Si aggiunga che i profilattici o almeno numerosi di essi risultano permeabili ai virus, cosicché non costituiscono reale protezione rispetto a malattie virali sessualmente trasmesse, AIDS compreso, neppure quando siano perfettamente integri. La somministrazione di ormoni contenuti negli anticoncezionali femminili è tutt’altro che scevra di rischi, in primis quelli cardiovascolari, e può anche interferire con il normale sviluppo puberale.
Ciliegina sulla torta della cosiddetta educazione sessuale è il rilievo statistico che i paesi dove essa è stata ampiamente diffusa attraverso i programmi scolastici, da anni registrano incremento, e non certo riduzione, di malattie sessualmente trasmesse, di gravidanze indesiderate, di procurato aborto in giovanissime
E’ il cosiddetto Paradosso Nordico: la Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. Questi dati poissono essere ottenuti on-line anche da siti femministi come Cosmopolitan. I tassi di violenza sulle donne più alti si riscontrino nei Paesi (considerati) cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali spetta proprio alla avanzatissima Emilia Romagna. (1) (2) (3) (4)
2) Qualsiasi trattato di criminologia inoltre riporta che la pubblicità data ad un certo tipo di crimini incentiva presso menti malate la ripetizione imitativa dei medesimi crimini. Il mantra dei femminicidi serve soltanto ad incentivarne il numero.
3) Dovrebbe essere noto a tutti che la teoria gender non si basa su conoscenze di fisiologia medica, bensì è stata inventata inseguendo presupposti filosofici da Judith Butler, laureata in filosofia, docente di retorica e letterature comparate presso l’Università di Berkeley in California, e ripresa da Teresa De Lauretis con la Teoria queer, che enfatizza la mutabilità, l’instabilità, la provvisorietà delle identità.
Questa ideologia pretende quindi che il genere sessuale possa essere de-costruito dal singolo soggetto, il quale potrebbe modificare nel tempo a suo piacimento la sua identità sessuale. Ma il termine de-costruito richiama patologie come la schizofrenia!
La natura binaria dei sessi, maschile oppure femminile, non avrebbe bisogno di essere dimostrata, non è parte di una ideologia o della sola cultura cattolica, bensì è attestata dall’’American College of Pediatricians (Gender ideology harms children L’ideologia gender danneggia i bambini https://www.acpeds.org/the-college-speaks/position-statements/gender-ideology-harms-children) e da femministe come Germaine Greer e Marguerite Stern, dal biologo ateo Richard Dawkins.
L’esplosione di tali fenomeni, il dilagare da un circolo di ricercatori universitari più o meno politicizzati e sponsorizzati è stato programmato e voluto da poteri forti, che hanno investito in questa ideologia grandi mezzi finanziari ed ottenuto cospicue rendite economiche dal mercato dei mezzi di comunicazione e di intrattenimento, dall’industria farmaceutica, dalle cliniche per il cosiddetto cambio di sesso, dai contributi statali per le attività sanitarie. (cfr ad esempio: Jennifer Bilek: Transsexual Transgender Transhuman: Dispatches from The 11th Hour. Pinifex Press 2024)
Il Ministro Valditara adempie alle sue funzioni nel difendere il diritto-dovere delle famiglie di educare i figlioli: Costituzione art.30: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.”
In conclusione: l’Italia, distaccandosi dall’andazzo dei Paesi che hanno sperimentato e continuano a sperimentare il fallimento delle loro politiche di sessualizzazione precoce, può costituire esempio trainante per una sana inversione di tendenza.
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it
1) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html
2) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
3) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020
4) Sessualizzazione precoce e grooming o ed.sessuale? 11.02.2025 https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes
Ago 25, 2025 | Repliche
https://www.orizzontescuola.it/il-caso-del-gruppo-mia-moglie-il-47-degli-adolescenti-non-ha-uneducazione-sessuale-strutturata-il-ruolo-di-scuola-e-famiglia/
Il caso del gruppo “Mia Moglie”: il 47 % degli adolescenti non ha un’educazione sessuale strutturata. Il ruolo di scuola e famiglia
Da tempo internet “la rete” si presta ad acchiappare pesci privi di qualsiasi dignità. Le femministe tuonano contro un inesistente patriarcato: ma vorrei sapere quale uomo, inserito nella cultura condivisa di qualche decennio fa, avrebbe fatto esibizione della sua donna, e quale donna si sarebbe fatta agevolmente riprendere in immagini intime, poiché frequentemente esiste un esibizionismo femminile che emula quello di donne “di successo”.
Una sentenza della Corte d’Appello Federale USA del 2015 riporta: «Il grooming (adescamento, tipico dei predatori sessuali) si riferisce all’insieme delle azioni intraprese deliberatamente per esporre un minore ad attività sessuali», con l’obiettivo finale di «ridurre le inibizioni del minore al fine di prepararlo all’attività sessuale». Le linee guida OMS ed UNESCO sono giustamente accusate di indurre sessualizzazione precoce ed esporre al grooming.
I programmi di “educazione sessuale”, fallimentari nei loro scopi dichiarati, attirano l’attenzione di bambini e di adolescenti sulla sessualità, senza rispetto alcuno dei tempi e delle modalità intime, con le quali la persona in fase di crescita scoprirà in modo perfettamente singolare la sua stessa natura sessuata e potrà affrontare l’argomento nella calda calma del colloquio con i genitori, con i nonni, con i fratelli e le sorelle. Essi inculcano nelle menti di bambini e di adolescenti concetti conformi alla ideologia dei cosiddetti esperti, cosicché viene coercita o addirittura negata la libertà di scelte morali divergenti.
Certamente “il contesto digitale agevola comportamenti come il cyberstalking, il revenge porn, la sextortion e il grooming”, ma proprio per questo i genitori, che si dimostrano ansiosi in eccesso per il più piccolo evento che occorra ai più piccoli, non dovrebbero mettere nelle mani di bambini e di adolescenti smartphone ed internet senza alcun controllo.
Interventi educativi dovrebbero pertanto essere posti in atto con i genitori, non con gli alunni! Sarebbe ben possibile coinvolgere i genitori, anziché i soli rappresentanti nei consigli di classe, effettuando incontri con elementi della Polizia Postale, scegliendo orari compatibili con quelli lavorativi dei genitori. Da tempo esiste un Vademecum per la sicurezza online redatto da Polizia di Stato, Società Italiana di Pediatria, Facebook.
Per gli alunni la scuola dev’essere un luogo di sereno apprendimento, mentre la cosiddetta “educazione sessuale all’affettività” costituisce una ingerenza in prerogative delle famiglie senza rispetto delle diversità di ciascun alunno (alumnus = colui che dev’essere nutrito di sapienza; da alo = nutro). La scuola afferma il suo valore formativo se concentra la sua attività su alcuni pochi punti chiave di corretto insegnamento: lingua italiana, storia, geografia, matematica, scienze, materie curriculari delle scuole superiori. Si assiste invece alla dispersione in mille rivoli di interventi estranei e dissipatori di tempo e di energie. La dispersione genera confusione ed incentiva gli alunni al nulla ed escono sufficientemente ignoranti e privi di capacità critiche nei riguardi di afferenze (internet, chat, influencer, media, IA) disturbanti e addirittura patologiche.
Dott.Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it